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Consiglio "Giustizia e affari interni", 7 e 8 ottobre 2021
Principali risultati
Giustizia
Detenzione preventiva
I ministri hanno tenuto un dibattito sulla detenzione preventiva, una questione che incide sulle libertà delle persone e riveste importanza anche per quanto riguarda la fiducia e il riconoscimento reciproci.
La detenzione è al centro del sistema di giustizia penale, ma le differenze nelle condizioni di detenzione possono avere un impatto sulla fiducia reciproca e potrebbero pertanto costituire un ostacolo alla cooperazione in materia penale nell'UE. La proficua discussione odierna riflette il nostro impegno comune a continuare a migliorare le condizioni di detenzione e servirà a orientare i futuri lavori della Commissione in questo settore.
Marjan Dikaučič, ministro della Giustizia della Slovenia
Durante il dibattito i ministri hanno cercato in particolare di stabilire a quali norme minime per le condizioni materiali di detenzione e a quali diritti procedurali nella detenzione preventiva sarebbe opportuno dare la priorità al fine di rafforzare la fiducia reciproca tra gli Stati membri. Hanno discusso inoltre delle misure ulteriori a livello di UE che potrebbero contribuire a migliorare le condizioni di detenzione o a promuovere il ricorso a misure alternative alla detenzione.
La Commissione e la presidenza hanno informato i ministri in merito agli ultimi sviluppi riguardanti l'istituzione della Procura europea (EPPO). Alla discussione su questo punto ha partecipato anche il procuratore capo europeo.
L'EPPO ha iniziato le sue attività il 1º giugno e sta già svolgendo una serie di indagini in relazione a casi che rientrano nel suo mandato.
Proseguono inoltre i lavori in una serie di settori, tra cui l'adeguamento dei sistemi giudiziari nazionali al regolamento EPPO, la nomina dei procuratori europei delegati e l'assunzione del personale. In sede di Consiglio sono in corso lavori sulle relazioni dell'EPPO con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali.
Azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP)
Prima della sessione i ministri hanno partecipato a una colazione di lavoro per discutere della questione delle azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP) e della necessità di tutelare i giornalisti contro l'abuso del contenzioso.
Come annunciato nell'ambito del piano d'azione per la democrazia europea pubblicato nel dicembre 2020, la Commissione sta preparando un'iniziativa volta a tutelare i giornalisti e i difensori dei diritti da questo tipo di abuso del contenzioso. Per contribuire alla preparazione dell'iniziativa, i ministri si sono concentrati sulle esperienze nazionali e sulle buone pratiche nella lotta contro la SLAPP, nonché sulla dimensione transfrontaliera del fenomeno.
Affari interni
Dimensione digitale delle indagini per abusi sessuali sui minori
I ministri hanno tenuto un dibattito sulla dimensione digitale delle indagini per abusi sessuali sui minori, concentrandosi in particolare sul modo in cui può essere garantito alle autorità competenti l'accesso ai dati al fine di contrastare efficacemente tali reati. Hanno inoltre discusso del ruolo delle misure proattive delle piattaforme dei social media, dei prestatori di servizi di hosting e dei fornitori di comunicazioni elettroniche nell'affrontare questo fenomeno.
La pandemia di COVID-19 ha portato i minori a essere più attivi e connessi online, il che ha anche causato un aumento del numero di attività criminali legate agli abusi sessuali sui minori sia in rete che nel dark web. Oggi i ministri hanno ribadito l'impegno a garantire che le nostre autorità di contrasto dispongano di tutti gli strumenti necessari per continuare a combattere questi efferati reati online così come lo fanno offline.
Aleš Hojs, ministro dell'Interno della Slovenia
Dimensione esterna della migrazione
La Commissione e la presidenza hanno informato i ministri in merito ai progressi compiuti nello sviluppo dei piani d'azione per il rafforzamento dei partenariati globali in materia di migrazione con i paesi di origine e di transito prioritari. In sede di Consiglio si sono già svolte discussioni a livello tecnico sui piani d'azione riguardanti l'Afghanistan, la Bosnia-Erzegovina, la Tunisia, il Niger, la Nigeria e l'Iraq.
I ministri hanno inoltre proceduto a uno scambio di opinioni in merito alla situazione su varie rotte migratorie. L'UE continuerà a monitorare attentamente la situazione su tutte le rotte.
Praticamente tutti i paesi situati alle frontiere esterne dell'UE sono attualmente sotto pressione. Mentre proseguono i negoziati sulle proposte legislative, possiamo già fare di più oggi per migliorare la cooperazione con i paesi terzi, anche per quanto riguarda i rimpatri dei migranti che attraversano illegalmente le frontiere e non hanno diritto alla protezione internazionale.
Aleš Hojs, ministro dell'Interno della Slovenia
I ministri degli Affari interni hanno discusso della questione relativa allo screening e al trattenimento dei migranti alla frontiera. Hanno concordato sul fatto che le crescenti sfide in materia di sicurezza e salute richiedono una rapida azione comune. Norme armonizzate in materia di controlli di sicurezza e sanitari alle frontiere esterne sono essenziali per conseguire l'obiettivo di garantire la sicurezza all'interno dello spazio Schengen. Alcuni Stati membri hanno tuttavia sottolineato anche la necessità di mantenere un certo livello di flessibilità per adattarsi alla diversa natura delle frontiere esterne e delle circostanze nazionali.
Vari ministri hanno inoltre sottolineato la necessità di assicurare coerenza con la riforma globale del sistema di asilo e di lavorare a tutte le proposte in parallelo. La presidenza ha concluso che le soluzioni necessarie dovrebbero essere ricercate nel quadro della proposta di regolamento sullo screening e continuerà a orientare i lavori per trovare soluzioni a livello tecnico.
Situazione in Afghanistan
I ministri hanno preso atto delle informazioni fornite dalla Commissione, dal SEAE e dal coordinatore antiterrorismo in merito alla situazione in Afghanistan per quanto riguarda la protezione internazionale, la migrazione e la sicurezza. I lavori per realizzare i vari filoni delineati nella dichiarazione adottata dai ministri degli Affari interni in occasione della loro riunione straordinaria del 31 agosto sono attualmente in corso.
Per quanto riguarda la migrazione e lo sfollamento forzato, la Commissione e il SEAE hanno presentato un piano d'azione aggiornato sull'Afghanistan che è stato esaminato a livello tecnico dal Consiglio il 17 settembre. La Commissione ha inoltre fornito informazioni in merito al Forum ad alto livello sul reinsediamento relativo all'Afghanistan tenutosi il 7 ottobre 2021. Per quanto riguarda la sicurezza, il coordinatore antiterrorismo dell'UE ha elaborato, in stretta consultazione con gli Stati membri, le istituzioni e le agenzie dell'UE, un piano d'azione per la lotta al terrorismo.
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