Commercio di rifiuti
I rifiuti possono essere una risorsa. Le nuove norme dell'UE in materia di spedizioni di rifiuti mirano a promuovere l'economia circolare, garantendo nel contempo che le esportazioni di rifiuti non causino inquinamento.
Cos'è il commercio di rifiuti?
I rifiuti prodotti in un determinato paese non sono sempre smaltiti o riciclati in quel paese. I rifiuti possono essere commercializzati tra paesi. Questo avviene per varie finalità, tra cui:
- il trattamento dei rifiuti (compreso il recupero delle materie prime contenute nei rifiuti)
- lo smaltimento
Ogni anno tutte le attività economiche e le famiglie dell'UE producono oltre 2 000 milioni di tonnellate di rifiuti, il che equivale a 4,8 tonnellate di rifiuti pro capite, circa il peso di un elefante africano.
Sebbene la maggior parte dei rifiuti prodotti nell'UE sia trattata a livello nazionale, quantità significative sono spedite ad altri paesi. Circa 32,7 milioni di tonnellate sono esportate – un aumento del 75% rispetto al 2004 – mentre 70 milioni di tonnellate sono commercializzate all'interno dell'UE.
La Turchia è di gran lunga la principale destinazione delle esportazioni di rifiuti dell'UE (13,7 milioni di tonnellate), seguita dall'India e dal Regno Unito (dati della Commissione europea, 2020).
Il ferro e l'acciaio sono i rifiuti più commercializzati dall'UE
Un grafico a barre orizzontali illustra l'esportazione e l'importazione di rifiuti da/verso l'UE nel 2021 per tipo di rifiuti. Oltre la metà delle esportazioni di rifiuti dell'UE sono metalli ferrosi, ossia ferro e acciaio (59%, ovvero 19,48 milioni di tonnellate nel 2021). Tuttavia, l'UE importa anche rifiuti di metalli ferrosi, pari a 5,5 milioni di tonnellate nel 2021.
Altri rifiuti esportati e importati nel 2021, in milioni di tonnellate:
- Carta e cartone - esportazioni: 4,37; importazioni: 2,41
- Metalli non ferrosi - esportazioni: 2,12; importazioni: 1,44
- Rifiuti tessili - esportazioni: 1,52; importazioni: 0,41
- Rifiuti minerali - esportazioni: 1,47; importazioni: 1,42
- Plastica - esportazioni: 1,14; importazioni: 0,74
- Gomma - esportazioni: 0,94; importazioni: 0,11
- Legno - esportazioni: 0,72; importazioni: 2,38
- Non specificato - esportazioni: 0,46; importazioni: 3,58
- Rifiuti organici - esportazioni: 0,40; importazioni: 1,06
- Vetro - esportazioni: 0,37; importazioni: 0,71
Fonte: Eurostat
Perché è necessario regolamentare il commercio di rifiuti?
Se non è regolamentato e controllato, il commercio di rifiuti può essere dannoso per l'ambiente e per la salute delle persone.
A maggior ragione quando contengono sostanze pericolose, i rifiuti possono causare l'inquinamento del suolo e degli oceani e avere conseguenze ambientali disastrose. I rifiuti di plastica, ad esempio, non sono generalmente biodegradabili e rimangono nell'ambiente per molto tempo.
Limitando le esportazioni di rifiuti e istituendo misure di monitoraggio, i rischi ambientali possono essere limitati o evitati.
Oltre a prevenire l'inquinamento, la definizione di norme per il commercio di rifiuti può anche garantire che le materie prime contenute nei rifiuti possano essere riutilizzate o riciclate, contribuendo in tal modo allo sviluppo di un'economia circolare sostenibile.
Oggi nell'UE solo il 46% di tutti i rifiuti è riciclato (dati dell'Agenzia europea dell'ambiente, 2020). Si stima che, a livello mondiale, meno del 20% dei rifiuti venga riciclato, il che dimostra che esiste un elevato potenziale di aumento dei tassi di riciclaggio.
Quali sono i rifiuti più riciclati nell'UE?
Un grafico lineare illustra il tasso complessivo di riciclaggio nell'UE nel tempo e i tassi di riciclaggio per i rifiuti di imballaggio, i rifiuti urbani e i rifiuti elettrici ed elettronici.
Nel complesso, il tasso di riciclaggio nell'UE è passato dal 42,9% nel 2010 al 46,1% nel 2020.
Il tasso di riciclaggio dei rifiuti di imballaggio era del 54,7% nel 2005, ha toccato il 67,6% nel 2016 per poi scendere leggermente al 64,3% nel 2020.
Si registra un incremento continuo per i rifiuti urbani: dal 32% nel 2004 al 48,6% nel 2020.
Il tasso di riciclaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici era del 27,9% nel 2010, ha toccato il 39,5% nel 2016 e nel 2017 per poi scendere leggermente al 38,9% nel 2018.
Fonte: Agenzia europea dell'ambiente
Un altro aspetto da considerare è il commercio illegale di rifiuti.
Attualmente, tra il 15% e il 30% delle spedizioni di rifiuti potrebbe essere illegale. Le spedizioni che non sono monitorate sfuggono ai controlli e hanno maggiori probabilità di essere smaltite o trattate in modo improprio, il che aumenta i rischi ambientali. Anche il commercio illegale di rifiuti rappresenta un'opportunità mancata per il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali.
In che modo l'UE regolamenta le spedizioni di rifiuti?
Le norme dell'UE sulle spedizioni di rifiuti, adottate per la prima volta nel 2006, disciplinano:
- le esportazioni e le importazioni di rifiuti dall'UE verso paesi terzi
- le spedizioni di rifiuti tra Stati membri dell'UE
Le norme riguardano tutti i tipi di rifiuti.
All'interno dell'UE sono autorizzate e regolamentate le spedizioni di rifiuti pericolosi e non pericolosi; per quanto riguarda quelle al di fuori dell'UE, invece, le norme vietano l'esportazione di rifiuti pericolosi dai paesi dell'UE verso paesi terzi e paesi non appartenenti all'OCSE. Le procedure di notifica e autorizzazione per le spedizioni di rifiuti sono stabilite nelle norme.
Norme internazionali
Il regolamento UE sulle spedizioni di rifiuti si fonda sulla convenzione di Basilea del 1989, ossia l'accordo ambientale più completo a livello mondiale sui rifiuti pericolosi e altri rifiuti. L'UE è parte di questo accordo delle Nazioni Unite dal 1994.
Inoltre, le norme UE sulle spedizioni di rifiuti si basano su una decisione del 2001 dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), di cui la maggior parte dei paesi dell'UE è membro, che istituisce un sistema di controllo per il recupero dei rifiuti all'interno dei paesi OCSE.
Aggiornamento delle norme UE sulle spedizioni di rifiuti
Nel 2024 l'UE ha aggiornato le sue norme per regolamentare meglio il commercio di rifiuti all'interno dell'UE e con i paesi terzi. In linea con il Green Deal europeo e il piano d'azione per l'economia circolare, gli obiettivi del regolamento UE riveduto sulle spedizioni di rifiuti sono:
- promuovere l'economia circolare nell'UE
- fare in modo che le esportazioni di rifiuti non danneggino l'ambiente e la salute umana
- contrastare le spedizioni illegali
Le norme aggiornate comprendono:
- norme più rigorose sull'esportazione di rifiuti verso paesi terzi
- norme più efficaci per le spedizioni all'interno dell'UE
- misure per contrastare le spedizioni illegali
Esportazioni verso paesi terzi
Le nuove norme comprendono disposizioni più rigorose sull'esportazione di rifiuti verso paesi terzi.
L'obiettivo è fare in modo che le esportazioni di rifiuti dall'UE verso paesi terzi avvengano solo se è garantito che il paese destinatario dispone di pratiche di gestione ecologicamente corretta ed è in grado di trattare i rifiuti in modo sostenibile.
Con l'aggiornamento delle norme viene mantenuto il divieto di esportare:
- rifiuti destinati allo smaltimento verso paesi terzi
- rifiuti pericolosi destinati al recupero verso paesi non appartenenti all'OCSE
Sono inoltre introdotte norme più stringenti per l'esportazione di rifiuti di plastica verso paesi terzi, tra cui un divieto di esportazione di rifiuti di plastica non pericolosi verso paesi non appartenenti all'OCSE; le esportazioni di rifiuti di plastica non pericolosi verso i paesi OCSE saranno consentite, tuttavia seguiranno la procedura – più rigida – dell'autorizzazione preventiva.
Le norme aggiornate comprendono anche:
- l'elenco dei paesi autorizzati a importare rifiuti dall'UE, sulla base delle capacità di trattamento dei rifiuti dei paesi
- il monitoraggio e il controllo, da parte della Commissione europea, delle esportazioni di rifiuti verso paesi OCSE
- l'obbligo per le imprese esportatrici dell'UE di effettuare audit indipendenti sugli impianti di gestione dei rifiuti
- la fissazione di criteri vincolanti per i "beni usati", come i veicoli e le batterie
Spedizioni all'interno dell'UE
Per quanto riguarda il movimento dei rifiuti tra i paesi dell'UE, l'obiettivo è quello di promuovere l'economia circolare.
Le norme migliorano le procedure in modo da promuovere una gestione più sostenibile dei rifiuti e un aumento dei tassi di riciclaggio delle materie prime.
Tra le misure figurano:
- il divieto delle spedizioni destinate allo smaltimento, tranne se autorizzate nel quadro della procedura di autorizzazione preventiva
- procedure meno rigide per le spedizioni di rifiuti figuranti nell'"elenco verde" a fini di recupero
- la digitalizzazione delle procedure
- la velocizzazione delle procedure per il recupero dei rifiuti
- l'armonizzazione della classificazione dei rifiuti all'interno dell'UE
Spedizioni illegali
Per contrastare il commercio illegale di rifiuti, le norme aggiornate mirano a:
- sostenere le indagini transnazionali sul traffico di rifiuti
- creare un gruppo di garanzia a livello di UE per aumentare il coordinamento, anche con i partner internazionali
- migliorare le norme relative alle sanzioni e all'applicazione
Il ruolo del Consiglio
Il regolamento UE sulle spedizioni di rifiuti segue la procedura legislativa ordinaria. Il Consiglio e il Parlamento europeo agiscono in qualità di colegislatori e devono concordare il testo definitivo delle norme aggiornate.
A seguito della proposta di norme rivedute presentata dalla Commissione europea nel novembre 2021, il Consiglio ha tenuto discussioni a livello tecnico tra i rappresentanti degli Stati membri in sede di gruppo "Ambiente".
Nel maggio 2023 gli Stati membri dell'UE in sede di Consiglio hanno concordato un mandato per i negoziati con il Parlamento europeo. Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo nel novembre 2023.
Le norme sono state adottate dal Consiglio nel marzo 2024, concludendo così il processo legislativo.
Da dove provengono i rifiuti dell'UE?
Oltre il 35% dei rifiuti dell'UE è prodotto dal settore dell'edilizia, seguito da quello delle attività estrattive.
Grafico a barre verticali che illustra la produzione di rifiuti dell'UE per settore nel 2020, anno in cui la maggior parte dei rifiuti è stata prodotta dal settore dell'edilizia (37,5%), seguito da: attività estrattive (23,4%), servizi di trattamento dei rifiuti e delle acque (10,8%), industria manifatturiera (10,7%) e rifiuti domestici (9,4%). Il restante 8,2% rappresenta i rifiuti prodotti da altre attività economiche: servizi (4,4%), energia (2,3%), agricoltura, silvicoltura e pesca (1%) e commercio all'ingrosso di rottami e cascami (0,5%).
Fonte: Eurostat
Ultima modifica: 11 gennaio 2024