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Come funziona la politica fiscale dell'UE

La politica fiscale dell'UE mira a garantire l'equità e a promuovere la crescita armonizzando le norme fiscali tra gli Stati membri, combattendo le frodi e adattandosi ai cambiamenti economici globali. Il Consiglio è l'unico legislatore in materia fiscale dell'UE.

Cos'è la fiscalità?

La fiscalità svolge un ruolo centrale nel sostenere la coesione sociale e la sovranità di un paese e funge da colonna portante finanziaria per una governance efficace.

Le entrate pubbliche sono la principale fonte di finanziamento di funzioni pubbliche essenziali quali l'istruzione, l'assistenza sanitaria, lo Stato sociale, la sicurezza, la ricerca e i sistemi di infrastrutture pubbliche.

Il gettito fiscale consente inoltre ai paesi di finanziare decisioni fondamentali che plasmano sia l'economia che la società.

Nell'UE quasi il 90% delle entrate a disposizione dei governi nazionali proviene dalle imposte. Questo sottolinea l'importanza di garantire che i sistemi fiscali all'interno degli Stati membri siano in grado di generare le entrate necessarie. Se il gettito fiscale è insufficiente, il paese potrebbe dover ricorrere all'assunzione di prestiti, portando a futuri obblighi in materia di debito.

Tipi di fiscalità nell'UE

L'UE non applica imposte ai cittadini o alle imprese e non può farlo. Questa responsabilità spetta esclusivamente ai singoli Stati membri.

Ciò significa che l'importo delle imposte pagate dai cittadini europei è determinato dai rispettivi governi nazionali.

Le imposte si suddividono in due categorie principali: imposte dirette e imposte indirette.

Imposizione diretta

imposta sul reddito delle persone fisiche

imposta sugli utili delle società

Imposizione indiretta

imposta sul valore aggiunto (IVA)

accise su alcol, tabacco ed energia

Imposizione diretta

Le imposte dirette sono applicate a una persona o a una società (impresa). Includono, ad esempio, l'imposta sul reddito, l'imposta sugli utili delle società e l'imposta sui beni immobili.

La normativa dell'UE in questo settore si limita ad allineare (armonizzare) aspetti specifici della legislazione degli Stati membri. Ciò può avvenire solo nella misura necessaria a migliorare il funzionamento del mercato unico dell'UE e ad affrontare sfide transfrontaliere comuni quali l'evasione fiscale o una pianificazione fiscale aggressiva.

Imposizione indiretta

Le imposte indirette sono applicate a un'operazione. Comprendono, ad esempio, l'imposta sul valore aggiunto (IVA) per quanto riguarda la vendita di beni e servizi e le accise per quanto riguarda l'alcol, i prodotti del tabacco e l'energia. In questi casi il consumatore paga l'imposta come parte del prezzo di acquisto e il venditore trasferisce l'importo dell'imposta dovuta alle autorità.

La legislazione dell'UE in questo settore comporta spesso l'armonizzazione delle legislazioni nazionali. Se le norme fiscali per la vendita di beni e servizi differiscono notevolmente all'interno dell'UE, la concorrenza tra le imprese può risultare falsata e il commercio transfrontaliero è più difficile.

Perché è necessaria una politica fiscale dell'UE?

Le imposte svolgono un ruolo cruciale nel determinare il prezzo dei beni e dei servizi e influenzano anche il comportamento degli investitori e dei consumatori. Di conseguenza, la politica fiscale può incentivare la produttività, incrementando gli investimenti e l'innovazione.

Le economie dell'UE si trovano ad affrontare l'impatto di importanti cambiamenti globali, quali i cambiamenti demografici, la digitalizzazione e la globalizzazione, nonché gli effetti dei cambiamenti climatici, della ripresa post-COVID e delle conseguenze dell'invasione russa dell'Ucraina.

Tali sfide incidono sulla resilienza dei regimi fiscali, rendendo così sempre più necessario un allineamento agli sviluppi economici attuali e futuri.

Il coinvolgimento a livello dell'UE è necessario per garantire che le norme e le politiche fiscali siano compatibili con il funzionamento del mercato unico dell'UE. Questo allineamento è fondamentale per realizzare appieno il potenziale del mercato unico, a vantaggio di oltre 400 milioni di cittadini dell'UE e milioni di imprese.

Gli obiettivi dell'UE in materia di fiscalità

Garantire equità

Alcune misure fiscali possono generare effetti di ricaduta per altri Stati membri o creare inavvertitamente ostacoli al commercio transfrontaliero. Per evitare che ciò avvenga, alcune norme fiscali all'interno dell'UE sono armonizzate (ad esempio nel settore dell'IVA), il che porta a un mercato interno più fluido, promuovendo in tal modo la crescita economica e favorendo operazioni transfrontaliere più agevoli.

Aiutare la crescita sostenibile e migliorare la competitività

Alcune misure di politica fiscale sono allineate per sostenere gli obiettivi economici più ampi dell'UE, affrontando sfide quali i cambiamenti demografici, la digitalizzazione, la globalizzazione e gli impatti del degrado climatico, promuovendo nel contempo la coesione economica, riducendo le disparità e favorendo operazioni e investimenti transfrontalieri più agevoli.

Generare entrate per il bilancio dell'UE

Alcune imposte, come l'IVA, costituiscono una fonte di entrate per il bilancio dell'UE. Una percentuale di quanto riscosso dagli Stati membri è trasferita al bilancio dell'UE come "risorsa propria".

Recenti azioni dell'UE in materia di fiscalità

Il lavoro attuale dell'UE sulla legislazione nel settore della fiscalità è finalizzato a sostenere la competitività e la crescita, razionalizzare le attività commerciali in tutta l'UE, ridurre i costi di conformità, migliorare le procedure fiscali e combattere la frode fiscale.

Questi sforzi legislativi mirano a creare un contesto fiscale più equo ed efficiente, in particolare:

  • evitare la doppia imposizione sugli investimenti transfrontalieri
  • ridurre i costi per le attività transfrontaliere
  • lottare contro l'elusione fiscale
  • adeguare i regimi fiscali all'era digitale
  • modernizzare il sistema dell'IVA
  • incrementare la cooperazione amministrativa tra gli Stati membri

Evitare la doppia imposizione sugli investimenti transfrontalieri

Quando un residente dell'UE investe in titoli in un altro Stato membro, i pagamenti ricevuti in cambio sono soggetti a una ritenuta alla fonte sia nello Stato membro di residenza che nello Stato membro in cui è stato effettuato l'investimento.

Per evitare la doppia imposizione, l'investitore non residente deve successivamente presentare una richiesta di rimborso per l'imposta in eccesso trattenuta dal paese di origine. Tali procedure di rimborso sono generalmente onerose, dispendiose in termini di tempo e costose.

Per far fronte al problema, il 10 dicembre 2024 il Consiglio ha adottato la direttiva relativa a un'esenzione più rapida e sicura dalle ritenute alla fonte in eccesso, denominata FASTER.

Le nuove norme:

  • introdurranno due procedure accelerate che integreranno la normale procedura di rimborso esistente: una procedura di "esenzione dalla ritenuta alla fonte" e un sistema di "rimborso rapido", che renderanno il processo di esenzione più rapido e armonizzato in tutta l'UE
  • introdurranno un certificato digitale di residenza fiscale dell'UE comune (eTRC) che gli investitori contribuenti potranno utilizzare per beneficiare delle procedure accelerate al fine di ottenere l'esenzione dalle ritenute alla fonte
  • stabiliranno un obbligo di comunicazione standardizzato per gli intermediari finanziari (come le banche o le piattaforme di investimento), che faciliterà l'individuazione, da parte delle autorità fiscali nazionali, di possibili frodi o abusi fiscali

Ridurre i costi per le attività transfrontaliere

Nonostante il mercato unico dell'UE sia strettamente integrato, le imprese incontrano ancora ostacoli fiscali, in quanto devono rispettare 27 diversi regimi nazionali in materia di imposta sulle società, il che comporta costi elevati e incertezza per le imprese transfrontaliere.

Nel settembre 2023 la Commissione ha proposto l'iniziativa "Imprese in Europa: quadro per l'imposizione dei redditi (BEFIT)" al fine di ridurre i costi di conformità in materia fiscale per le imprese transfrontaliere. La proposta comprende i seguenti elementi:

  • un insieme comune di norme ai fini del calcolo della base imponibile per le società che fanno parte dello stesso gruppo
  • un'unica base imponibile aggregata per tutti i membri del gruppo
  • la quota del gruppo BEFIT della base imponibile aggregata sarà calcolata sulla base della media dei risultati imponibili dei tre esercizi fiscali precedenti

Le norme si applicherebbero ai grandi gruppi che operano nell'UE, mentre quelli di medie dimensioni avrebbero la possibilità di partecipare. Un'impresa è considerata parte di un grande gruppo se ha un fatturato annuo combinato di almeno 750 milioni di EUR e la società madre detiene almeno il 75% della proprietà.

Lottare contro l'elusione fiscale

Ogni anno l'elusione fiscale costa agli Stati membri miliardi di euro. La globalizzazione e il progresso tecnologico hanno notevolmente facilitato queste attività.

L'UE svolge un ruolo fondamentale nell'aiutare gli Stati membri a coordinare le normative fiscali per garantire condizioni di parità. Il codice di condotta (tassazione delle imprese) è lo strumento faro che promuove una concorrenza fiscale leale, sia all'interno dell'UE che a livello mondiale.

Data la natura globale della concorrenza fiscale sleale, l'UE promuove una buona governance fiscale e combatte l'evasione e l'elusione fiscali a livello internazionale. Il Consiglio pubblica regolarmente la lista UE delle giurisdizioni non cooperative, che comprende le giurisdizioni che non soddisfano i criteri di buona governance fiscale o che si rifiutano di conformarsi a tali criteri.

Adeguare i regimi fiscali all'era digitale

La tassazione del digitale è una componente relativamente nuova della politica fiscale, che riflette la necessità di affrontare le sfide derivanti dalla crescita dell'economia digitale.

L'economia digitale ha apportato numerosi vantaggi ai cittadini e alle imprese. Allo stesso tempo, tuttavia, l'aumento di nuovi modelli di business e di determinate attività digitali e ha esercitato pressioni sulle normative tradizionali dei regimi fiscali nazionali.

Di conseguenza, le norme fiscali devono essere adattate all'era digitale. Tutti i settori economici dovrebbero pagare la loro giusta quota di imposte e contribuire al funzionamento della società.

Tali questioni sono tra le principali priorità del Consiglio dal 2017.

Modernizzare il sistema dell'IVA

L'IVA nell'era digitale

L'imposta sul valore aggiunto (IVA) è una fonte primaria di entrate per gli Stati membri dell'UE e contribuisce a finanziare servizi pubblici essenziali quali l'istruzione, l'assistenza sanitaria e i trasporti pubblici. Tuttavia, importi significativi di gettito IVA vanno ancora persi a causa di frodi, cattiva amministrazione, fallimenti, insolvenze e altri fattori.

Per modernizzare l'attuale sistema dell'IVA e renderlo adatto all'era digitale, l'11 marzo 2025 il Consiglio ha adottato il pacchetto "L'IVA nell'era digitale". Le nuove norme mirano a combattere le frodi in materia di IVA, a sostenere le imprese e a promuovere la digitalizzazione in tutta l'UE.

Il pacchetto comprende misure volte a migliorare gli attuali "sportelli unici" e ampliarne l'ambito di applicazione, consentendo a un maggior numero di imprese di adempiere ai propri obblighi in materia di IVA attraverso un portale unico online in una sola lingua.

Inoltre, le piattaforme online per i servizi di trasporto di passeggeri e di locazione di alloggi a breve termine saranno tenute a riscuotere e versare l'IVA alle autorità fiscali nei casi in cui i singoli prestatori di servizi non lo facciano.

Il pacchetto introduce anche obblighi di comunicazione completamente digitali basati sulla fatturazione elettronica, con l'obiettivo di rendere completamente digitale entro il 2030 la dichiarazione IVA per le imprese transfrontaliere nell'UE.

Certificato elettronico di esenzione dall'IVA

Nell'ambito degli sforzi volti a modernizzare il sistema dell'IVA, il 18 febbraio 2025 il Consiglio ha adottato nuove norme che introducono un certificato fiscale elettronico di esenzione dall'IVA.

I certificati cartacei utilizzati per le merci esenti da IVA saranno sostituiti da un modulo elettronico. Il certificato digitale intende semplificare e razionalizzare la procedura quando tali merci sono importate a beneficio di ambasciate, organizzazioni internazionali o forze armate.

Le nuove misure entreranno in vigore il 1º luglio 2031 con un ulteriore periodo transitorio di un anno durante il quale gli Stati membri potranno utilizzare sia il modulo elettronico che quello cartaceo.

Incrementare la cooperazione amministrativa tra gli Stati membri

Nell'UE i contribuenti potrebbero dover dichiarare nel loro paese di residenza tutti i redditi percepiti a livello mondiale. Sebbene le autorità fiscali possano monitorare i redditi nazionali attraverso misure quali le ritenute alla fonte o meccanismi nazionali di rendicontazione, è più difficile far sì che i contribuenti dichiarino i redditi esteri.

Grazie agli obblighi imposti dalla direttiva relativa alla cooperazione amministrativa (DAC), gli Stati membri dell'UE contribuiscono a prevenire l'evasione fiscale attraverso lo scambio automatico, spontaneo e su richiesta di informazioni fiscalmente pertinenti. Ciò rende più difficile per i cittadini e le imprese nascondere i propri beni o redditi alle autorità fiscali. In vigore dal 2014, la direttiva DAC svolge un ruolo cruciale nel promuovere la trasparenza fiscale e la cooperazione tra gli Stati membri dell'UE.

Nel 2023 il Consiglio ha ampliato l'ambito di applicazione della direttiva DAC, integrandovi norme relative alla comunicazione e allo scambio automatico di informazioni sui proventi delle operazioni in cripto-attività e di informazioni sui ruling fiscali preventivi per i soggetti privati più facoltosi (ad alto patrimonio netto).

Nel 2025 il Consiglio ha adottato una direttiva (DAC9) che modifica la direttiva DAC in vigore al fine di rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni sull'imposizione minima effettiva per le società. La nuova direttiva aiuterà le multinazionali e le grandi imprese nazionali a rispettare gli obblighi di dichiarazione fiscale previsti dall'accordo globale dell'OCSE/G20.

Gli Stati membri dovranno attuare le nuove norme entro il 31 dicembre 2025.

Il Consiglio come unico legislatore dell'UE

La legislazione fiscale a livello dell'UE è adottata dal Consiglio, che agisce in qualità di legislatore unico, come stabilito nei trattati dell'Unione europea. Il Parlamento europeo viene consultato, ma non ha alcun potere legislativo in questo settore. Si tratta di una procedura legislativa speciale.

Le direttive o i regolamenti sono adottati mediante votazione all'unanimità in sede di Consiglio. Se la legislazione in materia deve essere adottata dal Consiglio, non può essere espresso alcun voto "contrario".

Il processo legislativo inizia con la proposta della Commissione europea relativa a una nuova legislazione fiscale dell'UE o a modifiche di leggi esistenti.

Per saperne di più

Lotta all'elusione fiscale nell'UE

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L'imposta sul valore aggiunto (IVA) nell'UE

L'imposta sul valore aggiunto (IVA) nell'UE

Tassazione del digitale

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Ultima modifica: 20 novembre 2025