L'imposta sul valore aggiunto (IVA) nell'UE
L'IVA è fondamentale per le entrate degli Stati membri dell'UE e per il bilancio dell'UE; tuttavia, le perdite di IVA rimangono significative. L'UE si adopera per garantire un sistema armonizzato contrastando nel contempo le frodi e modernizzando l'IVA attraverso la digitalizzazione.
Cos'è l'IVA?
L'imposta sul valore aggiunto (IVA) è un'imposta sui consumi che si applica alla maggior parte dei beni e dei servizi.
È qualificata come imposta indiretta, il che significa che, pur essendo pagata dai consumatori, viene riscossa e versata alle autorità fiscali dalle imprese. Ad esempio, quando un consumatore acquista un libro in una libreria, quest'ultima include l'IVA nel prezzo pagato e successivamente la versa al governo.
Anche le imprese pagano tale imposta sui propri acquisti, ma possono detrarla dall'IVA che devono pagare alle autorità fiscali.
Perché l'IVA è importante
Fonte di entrate
L'IVA costituisce una delle fonti di entrate più importanti per gli Stati membri poiché contribuisce al finanziamento di servizi pubblici quali istruzione, sanità, biblioteche e trasporti pubblici.
Ogni anno gli Stati membri dell'UE raccolgono oltre 1 000 miliardi di euro di gettito IVA. Nel 2024 l'IVA ha rappresentato il 7,1% del PIL dell'UE e il 15,5% del gettito fiscale totale.
Finanziamento del bilancio dell'UE
L'IVA non è solo una fonte vitale di entrate per gli Stati membri, ma svolge anche un ruolo cruciale nel finanziamento delle iniziative dell'UE.
Una parte del gettito IVA di ciascuno Stato membro fa parte delle "risorse proprie" dell'UE, che sono una delle fonti di finanziamento del bilancio dell'UE. In particolare, alla base imponibile IVA di ciascuno Stato membro è applicata un'aliquota normale dello 0,3%. Per garantire equità, tale contributo è limitato al 50% del reddito nazionale lordo (RNL) del paese.
Il gettito IVA rappresenta circa il 10% delle entrate provenienti dalle risorse proprie dell'UE.
Lotta contro la frode e l'elusione IVA
A causa del loro impatto negativo sulla capacità dei governi di finanziare beni e servizi pubblici essenziali, le perdite di IVA rimangono una sfida significativa nell'UE.
Nel 2023 gli Stati membri dell'UE hanno perso circa 128 miliardi di euro di gettito IVA, contribuendo al divario IVA, ossia la differenza tra le riscossioni dell'IVA previste e quelle effettive.
Le cause di tale divario sono legate principalmente alla frode, all'evasione e all'elusione, ma comprendono anche gli errori amministrativi, il fallimento e l'insolvenza delle imprese.
Il quadro giuridico dell'UE in materia di IVA
Non è l'UE ad applicare le imposte, bensì ciascuno Stato membro. Tuttavia, l'UE ha creato un sistema armonizzato in tutti gli Stati membri per garantire il buon funzionamento del mercato unico.
Il quadro giuridico dell'UE in materia di IVA comprende:
- l'articolo 113 del trattato sul funzionamento dell'UE
- la direttiva IVA, che disciplina l'intero sistema IVA dell'UE
- il regolamento IVA, che riguarda la cooperazione amministrativa e la lotta contro la frode
- il pacchetto sull'IVA nell'era digitale
L'articolo 113 del trattato sul funzionamento dell'UE
La base giuridica per armonizzare le imposte indirette come l'IVA in tutta l'UE è stabilita dall'articolo 113 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che richiede l'accordo unanime di tutti gli Stati membri e la consultazione del Parlamento europeo per adottare nuove norme.
La direttiva IVA
L'UE ha istituito un quadro per la cooperazione amministrativa per aiutare gli Stati membri a contrastare le frodi transfrontaliere in materia di IVA e a garantire un'efficace applicazione della normativa fiscale.
Tale quadro consente alle autorità fiscali nazionali di scambiare informazioni, effettuare audit congiunti e sostenersi vicendevolmente nell'applicazione delle norme in materia di IVA. Facilitando la cooperazione transfrontaliera, contribuisce a individuare e prevenire meccanismi di frode come le frodi intracomunitarie dell'operatore inadempiente (spesso note come frodi carosello), che approfittano delle differenze tra i sistemi nazionali.
Uno strumento fondamentale in questo settore è il regolamento (UE) n. 904/2010 del Consiglio, che stabilisce le norme per la cooperazione e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri.
A livello dell'UE, organismi specializzati integrano questi sforzi:
- l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) indaga sulle frodi che ledono gli interessi finanziari dell'UE
- la Procura europea (EPPO) persegue i casi gravi di frode transfrontaliera in materia di IVA
- la rete Eurofisc consente alle autorità nazionali di condividere rapidamente informazioni sulle attività sospette
Nel novembre 2025 la Commissione europea ha proposto nuove norme per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri, le autorità nazionali, l'EPPO e l'OLAF, intensificando gli sforzi per combattere le frodi in materia di IVA.
Il 5 maggio 2026 il Consiglio ha raggiunto un accordo provvisorio su tale quadro. Le nuove misure mirano a fornire un accesso più diretto a fondamentali dati IVA a livello dell'UE, migliorando il coordinamento, accelerando le indagini e rafforzando la capacità dell'UE di individuare e combattere le frodi. Si stima che le sole frodi carosello, che spesso coinvolgono gruppi della criminalità organizzata, costino tra i 12,5 e i 32,8 miliardi di euro all'anno.
In termini pratici, la nuova legislazione modificherà le norme vigenti in materia di cooperazione amministrativa, rafforzando lo scambio di informazioni in tutta l'UE. Nel complesso, queste misure contribuiscono a proteggere le entrate pubbliche, a salvaguardare il bilancio dell'UE e a garantire una tassazione equa in tutto il mercato unico.
Il regolamento IVA
Il regolamento IVA fornisce agli Stati membri gli strumenti adeguati per cooperare e scambiarsi informazioni relative all'IVA, rendendo più efficiente l'amministrazione transfrontaliera di tale imposta.
Pacchetto sull'IVA nell'era digitale
L'11 marzo 2025 il Consiglio ha approvato in via definitiva una serie di misure volte a modernizzare, semplificare e rafforzare il sistema dell'IVA attraverso la digitalizzazione, combattendo nel contempo la frode e l'elusione IVA.
Le nuove norme aggiorneranno il sistema dell'IVA introducendo:
- un sistema di comunicazione digitale in tempo reale, interamente digitale entro il 2033, inteso a garantire una raccolta tempestiva e accurata dei dati relativi all'IVA
- norme più rigorose per gli operatori dell'economia delle piattaforme che offrono servizi online di locazione di alloggi e di trasporto di passeggeri, in modo da garantire una tassazione equa dei servizi sia tradizionali che online
- un'estensione del campo di applicazione degli "sportelli unici" al fine di semplificare il processo di registrazione ai fini dell'IVA per le imprese che operano in ciascuno Stato membro
Tassazione del digitale
Per maggiori informazioni
Come funziona la politica fiscale dell'UE
Lotta all'elusione fiscale nell'UE
Ultima modifica: 12 maggio 2026