Piattaforma europea contro il lavoro sommerso
Il 9 aprile 2014 la Commissione ha proposto la creazione di una piattaforma europea contro il lavoro sommerso. La piattaforma riunirà la Commissione, le parti sociali e le autorità nazionali dell'UE preposte alla lotta contro il lavoro sommerso, quali gli ispettorati del lavoro e le autorità competenti in materia di sicurezza sociale.
Esse scambieranno tra loro informazioni e migliori prassi in materia di lotta al lavoro sommerso. La piattaforma promuoverà inoltre la formazione per il personale di vari paesi e individuerà principi comuni per le ispezioni.
Il lavoro sommerso in cifre
- 200 EUR - l'importo medio annuo speso da ciascun europeo per beni e servizi riconducibili al lavoro sommerso
- 300 EUR - il reddito medio annuo derivante dal lavoro sommerso
- l'11% degli europei (1 su 9) afferma di aver acquistato beni o servizi che implicano lavoro sommerso lo scorso anno
- tra il 15 e il 20% del PIL europeo è il valore stimato dell'economia sommersa
Fonte: indagine Eurobarometro "Lavoro sommerso nell'Unione europea"
Utilità della piattaforma
Il lavoro sommerso è definito come qualsiasi attività retribuita lecita "non dichiarata alle autorità pubbliche".
Gli effetti negativi del lavoro sommerso si ripercuotono su lavoratori, imprese e governi.
Per i lavoratori, il lavoro sommerso si traduce in:
- riduzione dei diritti alla pensione
- minore accesso all'assistenza sanitaria
- cattive condizioni di lavoro
- potenziali violazioni dei diritti in materia di occupazione
Per le imprese, crea concorrenza sleale, dal momento che le aziende che non dichiarano i propri lavoratori traggono un indebito vantaggio.
Per i governi, significa perdita di gettito fiscale e di contributi previdenziali.
La responsabilità della lotta al lavoro sommerso incombe, e continuerà a incombere, agli Stati membri. La piattaforma proposta assisterebbe questi ultimi nello scambio di informazioni, in particolare in situazioni transfrontaliere ove risulta difficile individuare e penalizzare il lavoro sommerso.
Essa colmerebbe il vuoto, in quanto non esisteva precedentemente alcuna cooperazione a livello di UE tra le autorità nazionali preposte alla lotta contro il lavoro sommerso.
Campo d'azione
La piattaforma coprirà tutte le forme di lavoro sommerso, incluso il lavoro autonomo fittizio, utilizzato per celare l'impiego di un lavoratore al fine di ridurre i contributi fiscali e sociali dovuti
Partecipanti alla piattaforma
La decisione crea una piattaforma cui partecipano tutti gli Stati membri. La piattaforma è un forum per addetti ai lavori e non un organo decisionale.
Ciascun paese nominerà un rappresentante di grado elevato che mantenga i contatti con tutte le autorità responsabili in materia di lotta al lavoro sommerso a livello nazionale. Inoltre parteciperanno alla piattaforma anche la Commissione e quattro rappresentanti delle parti sociali organizzate a livello dell'UE (due delle imprese e due dei sindacati).
Parteciperanno ai lavori della piattaforma anche le parti sociali dei settori con un elevato tasso di lavoro sommerso, i rappresentanti di Eurofound, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), l'ILO e i paesi dello Spazio economico europeo.
Azioni
I lavori della piattaforma copriranno vari aspetti del lavoro sommerso connessi al diritto del lavoro, alla salute e alla sicurezza, alla sicurezza sociale e alla tassazione.
La piattaforma:
- consentirà lo scambio di informazioni e migliori prassi tra esperti di tutta l'UE
- esaminerà gli strumenti di contrasto al lavoro sommerso nazionali e dell'UE
- esplorerà nuove modalità per contrastare il lavoro sommerso transfrontaliero migliorando la condivisione dei dati tra amministrazioni nazionali e individuando principi comuni per le ispezioni
- promuoverà sessioni di formazione congiunte e scambi di personale
In sede di Consiglio
Il 9 aprile 2014 la Commissione ha trasmesso al Consiglio e al Parlamento europeo la sua proposta. La presidenza del Consiglio e il Parlamento, dopo una serie di triloghi, hanno raggiunto un accordo provvisorio l'11 novembre 2015. Il 20 novembre 2015 il Comitato dei rappresentanti permanenti ha approvato il testo di compromesso negoziato con il Parlamento europeo.
Il 2 febbraio 2016 il Parlamento europeo ha adottato in prima lettura la decisione sull'istituzione di una piattaforma per contrastare il lavoro sommerso. Il Consiglio l'ha approvata formalmente il 24 febbraio 2016.
Entrata in vigore
La decisione è stata firmata dai presidenti delle due istituzioni e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea l'11 marzo 2016. La piattaforma è stata ufficialmente lanciata nel maggio 2016.