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Turchia

La Turchia ha ottenuto lo status di paese candidato nel dicembre 1999 e ha avviato i negoziati di adesione nell'ottobre 2005. I negoziati si trovano in una fase di stallo dal giugno 2018. L'UE e la Turchia cooperano in settori di interesse comune.

Allargamento

Domanda di adesione all'UE

Nel 1987 la Turchia ha presentato domanda di adesione a quella che era allora la Comunità economica europea.

In occasione della riunione di Helsinki del dicembre 1999, il Consiglio europeo ha concesso alla Turchia lo status di paese candidato all'UE.

Negoziati di adesione

Nella riunione del 16 e 17 dicembre 2004, il Consiglio europeo ha deciso che la Turchia soddisfaceva sufficientemente i criteri per l'avvio dei negoziati di adesione.

Il Consiglio ha convenuto un quadro di negoziazione con la Turchia il 3 ottobre 2005. Lo stesso giorno i negoziati sono stati avviati in occasione di una conferenza intergovernativa tra l'UE e la Turchia.

Nel febbraio 2008 il Consiglio ha adottato un partenariato per l'adesione riveduto con la Turchia, che fornisce una base per contribuire a preparare il paese a un'eventuale adesione all'UE definendo i settori prioritari fondamentali e che funge da parametro per misurare i progressi compiuti in materia di riforme.

Nel giugno 2018 il Consiglio ha rilevato per la prima volta che la Turchia si stava allontanando sempre più dall'UE, che i negoziati di adesione con la Turchia erano giunti di fatto a un punto morto e che non era possibile prendere in considerazione l'apertura o la chiusura di altri capitoli.

Riunioni della conferenza di adesione

I negoziati di adesione si svolgono nell'ambito di conferenze intergovernative (spesso chiamate "conferenze di adesione") tra i ministri e gli ambasciatori degli Stati membri dell'UE e del paese candidato. I negoziati riguardano l'insieme del diritto e dei diritti comuni ("acquis dell'UE") e sono suddivisi in diversi capitoli, o gruppi di capitoli, che comprendono diversi settori strategici. Le conferenze di adesione possono svolgersi a livello ministeriale o di supplenti.

Prima dell'attuale situazione di stallo dei negoziati di adesione, l'UE e la Turchia avevano tenuto 12 riunioni di questo tipo. In occasione dell'ultima riunione, tenutasi il 30 giugno 2016, la conferenza ha aperto i negoziati sul capitolo 33, relativo alle disposizioni finanziarie e di bilancio. Nel 2006 il Consiglio aveva concluso che otto capitoli relativi alle restrizioni imposte dalla Turchia nei confronti di Cipro non sarebbero stati aperti e nessun altro capitolo sarebbe stato chiuso provvisoriamente fino a quando la Turchia non avesse rispettato i suoi impegni connessi al protocollo aggiuntivo all'accordo di associazione UE-Turchia ("accordo di Ankara").

Nell'ambito dei negoziati di adesione sono stati aperti 16 capitoli, uno dei quali è stato provvisoriamente chiuso.

Valutazione annuale dei progressi compiuti

Ogni anno in genere il Consiglio adotta conclusioni sull'allargamento in cui fa il punto sui progressi compiuti da ciascuno dei paesi candidati e partner dell'UE, compresa la Turchia, nel loro percorso europeo.

Cooperazione politica

L'UE e la Turchia hanno concluso nel 1963 un accordo di associazione, noto anche come accordo di Ankara, che mira ad approfondire i legami politici e l'integrazione economica. Per riesaminare le relazioni bilaterali, esiste un consiglio di associazione che si è riunito da ultimo nel marzo 2019.

Sebbene nel complesso le relazioni tra l'UE e la Turchia siano inquadrate dallo status di paese candidato all'adesione all'UE, i negoziati di adesione sono attualmente in una fase di stallo. L'UE ha invitato la Turchia ad adempiere ai suoi obblighi nell'ambito del quadro di negoziazione e ad attuare il protocollo aggiuntivo all'accordo di associazione con tutti gli Stati membri dell'UE.

In linea con le pertinenti conclusioni del Consiglio europeo, in particolare di marzo e giugno 2021, l'UE è pronta a dialogare con la Turchia in modo graduale, proporzionato e reversibile per intensificare la cooperazione in settori di interesse comune quali:

  • la migrazione
  • la lotta al terrorismo
  • la salute pubblica
  • il clima
  • le questioni regionali

A tal fine, l'UE e la Turchia hanno tenuto dialoghi ad alto livello, riunioni dei leader e vertici bilaterali per discutere di dette questioni.

Nel giugno 2023 il Consiglio europeo ha invitato l'alto rappresentante dell'UE e la Commissione a esaminare lo stato delle relazioni. Nel novembre 2023 essi hanno pubblicato una comunicazione in cui illustrano lo stato dei lavori in settori fondamentali quali la politica, la stabilità regionale, la politica estera, l'economia, il commercio e la migrazione. Hanno inoltre formulato raccomandazioni volte a far progredire le relazioni. A seguito di ciò, nell'aprile 2024 i leader dell'UE hanno incaricato gli ambasciatori degli Stati membri di portare avanti i lavori sulla comunicazione e sulle raccomandazioni.

Economia e commercio

Attraverso l'accordo di associazione, l'UE e la Turchia hanno ampliato le loro relazioni economiche e commerciali, in particolare mediante l'istituzione di un'unione doganale entrata in vigore nel 1996.

L'unione doganale copre tutti i beni industriali, mentre ai prodotti agricoli e a quelli del carbone e dell'acciaio si applicano accordi commerciali speciali. Il Consiglio ha invitato la Turchia ad adempiere ai suoi obblighi relativi alla piena attuazione dell'unione doganale, il che comporta la soppressione delle barriere commerciali o degli ostacoli equivalenti agli scambi che non sono conformi a tali obblighi e l'effettiva applicazione di tale unione a tutti gli Stati membri dell'UE.

L'UE è il principale partner commerciale della Turchia, mentre la Turchia è il settimo partner commerciale dell'UE. Nel 2022 gli scambi commerciali totali sono ammontati a 198,1 miliardi di euro, pari al 3,6% del commercio totale dell'UE con il mondo.

La Turchia è ammissibile al sostegno finanziario dell'UE attraverso lo strumento di assistenza preadesione e il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus.

The EU and Türkiye flags set against a world map.
EU-Türkiye trade relations (Infografica)

EU-Türkiye trade relations (Infografica)

Un Mediterraneo orientale stabile

L'UE ha un interesse strategico ad avere un contesto stabile e sicuro nel Mediterraneo orientale e ha spesso invitato la Turchia ad allentare le tensioni nella zona, a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale di tutti gli Stati membri dell'UE e a promuovere relazioni di buon vicinato in modo sostenibile.

A seguito della scoperta di riserve di gas nel Mediterraneo orientale, in particolare a Cipro, l'UE ha condannato le attività illegali di trivellazione della Turchia e l'ha invitata a rispettare la sovranità di tutti gli Stati membri dell'UE, compresi il loro spazio aereo e le loro acque territoriali. L'11 novembre 2019 il Consiglio ha adottato un regime di sanzioni in considerazione delle attività di trivellazione non autorizzate della Turchia nel Mediterraneo orientale, prorogato da ultimo fino al 30 novembre 2025.

L'UE è pienamente impegnata a favore di una soluzione globale della questione cipriota nel quadro delle Nazioni Unite e a favore della ripresa dei negoziati.

Migrazione

La Turchia ospita quasi 4 milioni di rifugiati e negli ultimi nove anni è stata il più grande paese di accoglienza al mondo, a seguito di un afflusso senza precedenti di persone in cerca di rifugio dalla guerra civile siriana. In una dichiarazione congiunta del marzo 2016, i leader dell'UE e della Turchia hanno convenuto di contrastare la migrazione irregolare lungo la rotta del Mediterraneo orientale e di smantellare il modello di attività dei trafficanti.

L'UE si è impegnata a tener fede a tale dichiarazione e ha individuato come priorità una gestione efficace delle frontiere, la prevenzione degli arrivi irregolari e la ripresa dei rimpatri conformemente al diritto internazionale e dell'UE.

Per migliorare le condizioni di vita dei rifugiati in Turchia, nel 2015 l'UE ha istituito uno strumento che finora ha mobilitato 6 miliardi di euro di finanziamenti.

Liberalizzazione dei visti

L'UE e la Turchia hanno avviato un dialogo sulla liberalizzazione dei visti nel 2013. Il dialogo stabilisce una tabella di marcia verso un regime di esenzione dal visto, che comprende 72 parametri di riferimento che la Turchia deve soddisfare. Finora il processo non è stato concluso.

Terremoto in Turchia e Siria

A seguito dei devastanti terremoti che hanno colpito la Turchia e la Siria nel febbraio 2023, l'UE ha attivato il suo meccanismo di protezione civile per prestare sostegno, anche mediante squadre di ricerca e soccorso, e per fornire unità di alloggio temporaneo.

Ultima modifica: 16 dicembre 2025