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Consiglio “Economia e finanza”, 20 giugno 2014

Il Consiglio colma una lacuna in materia di doppia non imposizione

Nella sessione del Consiglio "Economia e finanza" del 20 giugno i ministri hanno approvato una modifica alle norme fiscali dell'UE destinata colmare una lacuna legislativa che in passato ha permesso alle società transfrontaliere di beneficiare di una doppia non imposizione.

La modifica concordata della direttiva sulle società madri e figlie (2011/96/UE) metterà fine alla situazione che permetteva ai gruppi societari transfrontalieri di sfruttare le differenze esistenti tra le legislazioni fiscali nazionali per beneficiare di una doppia non imposizione mediante finanziamenti ibridi.

In base al testo concordato, lo Stato membro della società madre si asterrà dal tassare gli utili della società figlia solo nella misura in cui tali utili non siano deducibili da quest'ultima.

La modifica fa parte del più ampio sforzo e impegno internazionale dell'UE a lottare contro l'evasione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva.

Prossime tappe

Gli Stati membri dovrebbero recepire la modifica nella legislazione nazionale entro il 31 dicembre 2015.

Direttiva sulle società madri e figlie: perché era necessaria una modifica?

La modifica in questione riguarda in particolare le costruzioni finanziarie ibride utilizzate dai gruppi societari transfrontalieri.

Le costruzioni finanziarie ibride sono strumenti finanziari che presentano caratteristiche sia del finanziamento del debito che del conferimento di capitale.

Pertanto, in alcuni Stati membri sono considerate come semplici prestiti, in altri come capitale, e sono di conseguenza trattate come fiscalmente deducibili o esenti da imposte a seconda della legislazione tributaria di ciascun paese.

Ciò ha permesso alle società transfrontaliere di distribuire gli utili di conseguenza, evitando in tal modo di pagare le tasse in qualsiasi Stato membro sugli utili ricavati mediante finanziamenti ibridi.

Tale pianificazione fiscale risultava possibile in precedenza, in quanto le disposizioni di partenza della direttiva sulle società madri e figlie imponevano agli Stati membri di esentare da imposta gli utili che le società madri ricevevano dalle società figlie operanti in altri Stati membri.

Altri punti principali all'ordine del giorno

Allargamento della zona euro - Lituania

I paesi della zona euro (riuniti in sede di Consiglio) hanno adottato una raccomandazione al Consiglio dell'UE a favore della decisione che consenta alla Lituania di aderire alla zona euro, a seguito delle relazioni sulla convergenza elaborate dalla Commissione e dalla Banca centrale europea.

Prima dell'adozione di una decisione definitiva, la proposta sarà sottoposta al vaglio del Consiglio europeo e al parere del Parlamento europeo. In caso di esito positivo, la Lituania adotterà l'euro il 1º gennaio 2015.

Progetto di bilancio dell'UE per il 2015

Il Consiglio ha proceduto a uno scambio di opinioni sulla presentazione da parte della Commissione del progetto di proposta di bilancio generale dell'UE per il 2015. Il progetto della Commissione prevede pagamenti per un totale di 142,1 miliardi di EUR (+4,9% rispetto al 2014) e impegni per 145,6 miliardi di EUR (+2,1%).

Il Consiglio dovrebbe definire la sua posizione sul progetto di bilancio entro fine luglio.

Semestre europeo: raccomandazioni specifiche per paese riguardo alle politiche economiche e di bilancio

Il Consiglio ha approvato i progetti di raccomandazioni specifiche per paese rivolte agli Stati membri riguardo alle politiche economiche e di bilancio contenute nei loro programmi nazionali. Una raccomandazione specifica è elaborata per la zona euro nel suo insieme.

Il Consiglio europeo dovrebbe approvare le raccomandazioni il 27 giugno. La versione definitiva dei testi sarà adottata dal Consiglio dell'UE a luglio.

Chiusura della procedura per i disavanzi eccessivi

Il Consiglio ha adottato le decisioni che chiudono le procedure per i disavanzi eccessivi relative a Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Paesi Bassi, Austria e Slovacchia. Le decisioni confermano che tali paesi hanno ridotto i loro disavanzi al di sotto del 3% del PIL, il valore di riferimento dei deficit pubblici fissato dall'UE.

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Ultima modifica: 8 gennaio 2025