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  • Consiglio “Affari esteri”

Consiglio "Affari esteri", 13 novembre 2023

Principali risultati

Situazione in Israele, nella Striscia di Gaza e nella regione

Il Consiglio "Affari esteri" ha tenuto una discussione sulla situazione in Israele, nella Striscia di Gaza e nella regione, sulla base della dichiarazione approvata all'unanimità dal Consiglio il giorno precedente che chiedeva, tra l'altro, immediate pause umanitarie delle ostilità a Gaza e la creazione di corridoi umanitari.

I ministri si sono concentrati in particolare sulla situazione umanitaria a Gaza, e hanno ricevuto un resoconto a tale riguardo dal commissario Lenarčič. Il Consiglio ha sottolineato che l'apertura del valico di Rafah rappresenta uno sviluppo positivo ma insufficiente per alleviare la situazione umanitaria.

I ministri hanno rimarcato la necessità di aumentare la capacità di transito attraverso l'apertura di più valichi terrestri o attraverso la creazione di una rotta marittima dedicata; inoltre hanno nuovamente chiesto il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi e l'accesso a tali ostaggi da parte della Croce Rossa.

Il Consiglio ha poi discusso della necessità di evitare l'escalation e le ricadute sulla regione. A tal fine l'UE sta interagendo con tutti i pertinenti attori regionali, prestando particolare attenzione alla situazione con Hezbollah al confine settentrionale di Israele con il Libano.

Infine, il Consiglio si è concentrato sulla necessità di lavorare a una soluzione a più lungo termine, a uno scenario postbellico in grado di garantire la stabilità e una pace sostenibile per la Palestina, Israele e l'intera regione.

Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
La drammatica crisi che stiamo attraversando ha costi incredibilmente elevati in termini di vite umane — israeliane e palestinesi — e rappresenta un fallimento politico e morale della comunità internazionale. Non siamo riusciti a trovare una soluzione a questa situazione. E quanto sta succedendo ora deve essere l'occasione per far capire a tutti che una soluzione è assolutamente indispensabile e che si deve realizzare un futuro a due Stati. Non si tratta solo di ricostruire Gaza, questo lo abbiamo fatto già più volte. Dobbiamo costruire uno Stato per i palestinesi.
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza

L'alto rappresentante ha proposto ai ministri un insieme di condizioni per lavorare a una soluzione, in stretta cooperazione con gli Stati Uniti e gli Stati arabi.

Lo sfollamento forzato del popolo palestinese al di fuori di Gaza non può avvenire, e nemmeno l'espulsione dei palestinesi sperando che siano accolti altrove. [...] No a modifiche territoriali o riduzioni del territorio di Gaza. No alla rioccupazione da parte delle forze di difesa israeliane in una situazione permanente. Ma anche: no al ritorno di Hamas a Gaza. Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Guardando al futuro, l'alto rappresentante ha sottolineato che la situazione a Gaza non può essere dissociata dalla questione palestinese nel suo complesso e che deve far parte di una soluzione globale e sostenibile. I vari soggetti coinvolti devono impegnarsi a trovare soluzioni intorno a un'Autorità palestinese a Gaza, il cui mandato e la cui legittimità devono essere attentamente definiti e decisi dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

L'alto rappresentante ha inoltre rimarcato l'importanza di un maggiore coinvolgimento dei paesi arabi come pure dell'Unione europea nella regione.

Guerra di aggressione russa contro l'Ucraina

I ministri UE degli Affari esteri hanno discusso dell'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, dopo che il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba si è rivolto ai ministri dell'UE in videoconferenza informandoli in merito agli ultimi sviluppi sul campo e alle attuali priorità ed esigenze militari del paese.

Il Consiglio ha ribadito il suo fermo impegno a sostenere l'Ucraina e ad aiutarla a difendersi dalla guerra di Putin. I ministri hanno inoltre discusso del sostegno militare e dei futuri impegni dell'UE in materia di sicurezza, a seguito dell'incarico conferito dai leader europei nell'ottobre 2023.

L'alto rappresentante ha confermato che la prima priorità è garantire un sostegno militare supplementare attraverso la dotazione specifica dello strumento europeo per la pace (EPF) proposta — il Fondo di assistenza per l'Ucraina a partire dal 2024.

Inoltre l'UE continuerà a formare i soldati ucraini attraverso la missione consultiva dell'UE in Ucraina, che ha già formato più di 30 000 soldati in meno di un anno, e ne formerà altri 10 000 nel prossimo periodo.

Infine l'UE insisterà su un'altra priorità fondamentale, la formula di pace per l'Ucraina, che il Consiglio considera l'unica proposta per una pace giusta e sostenibile da discutere a livello internazionale.

Armenia/Azerbaigian

Il Consiglio "Affari esteri" ha tenuto una discussione sulla questione Armenia/Azerbaigian, alla luce dell'operazione militare effettuata il 19 e 20 settembre 2023 dall'Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh, del successivo sfollamento di massa di oltre 100 000 armeni del Karabakh e degli sforzi in corso per normalizzare le relazioni.

Il Consiglio europeo dell'ottobre 2023 ha discusso di come rafforzare ulteriormente la cooperazione dell'UE con l'Armenia e sostenere la resilienza, la sicurezza, le autorità democraticamente elette e il proseguimento delle riforme del paese.

Su tale base il Consiglio ha convenuto di esplorare la possibilità di fornire un sostegno non letale all'Armenia nell'ambito dello strumento europeo per la pace e di rafforzare la missione dell'UE in Armenia, al fine di consentire un maggior numero di osservatori e di pattugliamenti anche in aree sensibili. I ministri hanno inoltre discusso dell'opzione di consentire la liberalizzazione dei visti per l'Armenia.

Dobbiamo restare estremamente vigili rispetto a qualsiasi tentativo di destabilizzare l'Armenia, sia internamente che esternamente. Il nostro messaggio all'Azerbaigian è chiaro: qualsiasi violazione dell'integrità territoriale dell'Armenia è inaccettabile e avrà gravi conseguenze sulla qualità delle nostre relazioni. Chiediamo la ripresa dei negoziati tra Armenia e Azerbaigian sulla base del lavoro svolto dal presidente del Consiglio europeo. Occorre concludere il trattato di pace, e siamo impegnati a proseguire il nostro ruolo di mediazione. Abbiamo deciso di invitare il ministro degli Esteri armeno a unirsi a noi a margine di una delle prossime sessioni del Consiglio "Affari esteri". Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Altre decisioni

Il Consiglio ha inoltre adottato senza dibattito i punti che figurano negli elenchi dei punti "A" legislativi e non legislativi.


 

Diplomazia climatica

Ai ministri UE degli Affari esteri si è unito il presidente designato della COP 28 Sultan Al Jaber per uno scambio di opinioni sulla diplomazia climatica. La discussione ha confermato la determinazione dell'UE a garantire che, nonostante le attuali turbolenze geopolitiche, la conferenza delle Nazioni Unite sul clima continui a concentrarsi sulla lotta esistenziale contro il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici, con decisioni e impegni ambiziosi.

Riunione ministeriale UE-Balcani occidentali

Al termine della sessione formale del Consiglio "Affari esteri" i ministri dell'UE hanno partecipato alla riunione ministeriale UE-Balcani occidentali insieme ai sei ministri degli Esteri dei partner dei Balcani occidentali: Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo*, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia.

L'obiettivo della riunione ministeriale era intensificare ulteriormente il dialogo dell'UE con i Balcani occidentali, con particolare attenzione alle sfide comuni in materia di sicurezza, come la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, le minacce informatiche e le ripercussioni dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, nonché alla cooperazione nei consessi internazionali.


* Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244/1999 dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

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Ultima modifica: 5 febbraio 2025