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Relazioni UE-Africa

Il partenariato UE-Africa si concentra sulla solidarietà, la sicurezza e la pace, e su uno sviluppo economico e una prosperità sostenibili e sostenuti.

Promuovere la pace e la prosperità

In un'epoca di volatilità geopolitica, il partenariato tra l'Unione europea e l'Unione africana costituisce un pilastro di stabilità e valori condivisi. Le relazioni tra l'Unione europea e l'Unione africana promuovono un futuro pacifico e prospero all'insegna di una cooperazione internazionale basata su regole.

Nel 2025 l'Unione europea e l'Unione africana hanno celebrato 25 anni di partenariato. Nel corso dell'ultimo quarto di secolo il partenariato UE-UA si è trasformato in un'alleanza politica, economica e di sicurezza globale.

Il partenariato è una priorità strategica per l'UE. In quanto principale partner commerciale dell'Africa, maggiore investitore e partner più importante per la pace e la sicurezza, l'UE sostiene la stabilità regionale e la crescita inclusiva.

Con una popolazione di oltre 1,4 miliardi di persone, l'Africa vanta alcune delle economie dalla più rapida crescita al mondo, oltre alla più numerosa popolazione giovanile.

Vertici Unione europea-Unione africana

I vertici UE-UA si tengono in linea di principio ogni tre anni e riuniscono i capi di Stato o di governo per affrontare le sfide comuni e fissare obiettivi condivisi. I vertici si tengono alternativamente in Africa e in Europa.

In occasione del settimo vertice UE-UA del novembre 2025, i leader degli Stati membri dell'Unione europea e dell'Unione africana hanno discusso di come rafforzare la cooperazione:

Logo dei 25 anni di partenariato tra l'Unione europea e l'Unione africana.

verso un futuro prospero e sostenibile

in materia di pace, sicurezza e governance

nelle sedi multilaterali

in materia di migrazione e mobilità

Altre riunioni formali tra i paesi africani e l'UE

Il partenariato UE-Africa si sviluppa anche mediante dialoghi formali:

  • riunioni ministeriali, tenute periodicamente, tra i ministri degli Affari esteri dei paesi africani e dell'UE e i rappresentanti della Commissione dell'Unione africana e delle istituzioni dell'UE
  • riunioni annuali tra la Commissione europea e la Commissione dell'Unione africana
  • riunioni periodiche tra il Parlamento europeo e il Parlamento panafricano

Settori di cooperazione UE-Africa

Scambi commerciali e investimenti

L'UE ha negoziato accordi commerciali preferenziali con 19 paesi africani, in particolare:

  • sei accordi di partenariato economico (APE) con 15 paesi dell'Africa subsahariana
  • quattro accordi di associazione (AA) con paesi dell'Africa settentrionale

Inoltre, 35 paesi africani beneficiano del regime "Tutto tranne le armi" dell'UE, tre del sistema di preferenze generalizzate (SPG) standard e uno dell'SPG+.

Un collage composto da motivi geometrici verdi e blu cui si sovrappongono stelle, raggi e rettangoli, a rappresentare le bandiere dell'UE e dell'UA. Il collage comprende anche alcuni container che simboleggiano le relazioni commerciali.
Scambi commerciali UE-Africa: fatti e cifre

Scambi commerciali UE-Africa: fatti e cifre

Global Gateway

L'Africa è al centro del Global Gateway, la strategia dell'UE volta a costruire collegamenti sostenibili e di alto livello a beneficio delle persone e del pianeta.

Dei 264 progetti faro del Global Gateway, 138 sono in Africa.

Il pacchetto di investimenti Africa-Europa, varato nell'ambito del Global Gateway, mobiliterà fino a 150 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati per stimolare la crescita sostenibile in tutto il continente.

Pace e sicurezza

Missioni e operazioni civili e militari

L'UE ha avviato diverse missioni e operazioni civili e militari in Africa nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC).

Attualmente sono in corso missioni dell'UE in:

  • Repubblica centrafricana
  • Libia
  • Mali
  • Mozambico
  • Somalia

L'UE ha inoltre avviato una cellula consultiva e di coordinamento regionale per il Sahel, un'iniziativa in materia di sicurezza e di difesa a sostegno dei paesi dell'Africa occidentale del Golfo di Guinea, nonché tre operazioni navali attive in prossimità dell'Africa o in relazione a crisi in corso in Africa.

Strumento europeo per la pace

L'UE sostiene inoltre i paesi africani attraverso lo strumento europeo per la pace (EPF), istituito nel marzo 2021. Lo strumento mira a contribuire alla prevenzione dei conflitti, alla costruzione e al mantenimento della pace e al rafforzamento della sicurezza e della stabilità internazionali.

L'EPF si compone di due pilastri di finanziamento: un pilastro Operazioni e un pilastro Misure di assistenza. Il pilastro Operazioni finanzia i costi comuni delle missioni e operazioni PSDC.

Il pilastro Misure di assistenza finanzia l'azione di paesi e organizzazioni non appartenenti all'UE volta a rafforzare le capacità militari e di difesa e a sostenere gli aspetti militari delle operazioni di sostegno alla pace. Il Consiglio ha adottato misure di assistenza a favore di una serie di paesi africani, tra cui Benin, Camerun, Costa d'Avorio, Repubblica democratica del Congo, Ghana, Kenya, Mali, Mauritania, Repubblica del Congo, Ruanda e Somalia.

Lotta al terrorismo

L'UE sostiene iniziative e attività di lotta al terrorismo nel continente africano.

Il 16 dicembre 2024 il Consiglio ha approvato conclusioni volte a intensificare gli sforzi per affrontare il terrorismo e l'estremismo violento, chiedendo un maggiore impegno dell'UE nelle iniziative antiterrorismo a guida africana. Il Consiglio ha inoltre sottolineato l'importanza di sfruttare il fatto che l'UE è membro e attualmente copresidente del Forum globale contro il terrorismo (GCTF) per sostenere i paesi africani nella lotta al terrorismo e all'estremismo violento.

Copresidente del GCTF dal settembre 2022, l'UE ha condiviso la presidenza prima con il Marocco e poi, dal marzo 2023, con l'Egitto. Il GCTF è una piattaforma multilaterale informale intesa a rafforzare gli sforzi internazionali nell'ambito di un approccio strategico e a lungo termine alla lotta al terrorismo e alla prevenzione e al contrasto dell'estremismo violento.

L'UE è uno dei più grandi fornitori al mondo di programmi di sviluppo delle capacità antiterrorismo e di altri programmi finalizzati alla prevenzione dell'estremismo violento in Africa. A gennaio 2024 erano stati investiti circa 559 milioni di euro in tali programmi, con oltre il 70% dei fondi destinati a progetti nei paesi africani.

Inoltre, gli esperti dell'UE in materia di antiterrorismo/sicurezza inviati in diverse delegazioni dell'UE nel continente africano svolgono un ruolo cruciale nei contatti con i governi ospitanti, le organizzazioni regionali e la società civile.

Un'Africa senza mine

Le mine terrestri antipersona continuano a rappresentare una grave minaccia per i civili e ostacolano lo sviluppo in molte parti del mondo, compresa l'Africa. La convenzione sul divieto d'impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione (conosciuta come "convenzione di Ottawa"), che è entrata in vigore il 1º marzo 1999, costituisce il quadro internazionale per porre fine alle sofferenze e alle vittime causate dalle mine antipersona.

Nel 2026 gli Stati parte della convenzione sono 161, compresa la maggioranza dei paesi africani. Tuttavia, diversi Stati africani devono ancora adempiere gli obblighi di cui all'articolo 5 della convenzione sminando le zone minate soggette alla loro giurisdizione.

Da tempo l'UE sostiene con forza gli sforzi globali volti a eliminare le mine terrestri antipersona e ad affrontarne le conseguenze umanitarie. L'UE è uno dei principali donatori mondiali nel settore dell'azione antimine.

Il 16 marzo 2026 il Consiglio ha adottato una decisione a sostegno dello sviluppo delle capacità africane per un'Africa senza mine. Grazie alla decisione l'UE aiuterà i paesi africani colpiti dal problema dalle mine terrestri antipersona attraverso un progetto del valore di 3 milioni di euro, attuato dall'Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul disarmo (UNIDIR).

Clima e ambiente

Benché siano tra i più colpiti dalla crisi climatica, i paesi africani sono anche attori fondamentali nell'offerta di soluzioni sostenibili.

La prossimità geografica e i vasti legami economici tra l'UE e l'Africa forniscono solide basi per collaborare ad affrontare la crisi climatica e promuovere la transizione verde.

La cooperazione in materia di azione per il clima assume varie forme, tra cui:

  • il pacchetto di investimenti Global Gateway, che promuove iniziative per infrastrutture sostenibili e verdi nei paesi africani
  • partenariati bilaterali e multilaterali su questioni quali l'imboschimento, l'idrogeno verde, la decarbonizzazione e la resilienza ai cambiamenti climatici

Migrazione

Le conclusioni del Consiglio europeo adottate negli ultimi anni sulla dimensione esterna della migrazione fungono da orientamenti per le istituzioni, gli organi e gli Stati membri dell'UE in questo settore.

Un elemento cruciale è l'approccio globale alla migrazione e all'asilo, che si concentra su diversi settori chiave, tra cui:

  • la protezione dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati vulnerabili
  • la migrazione legale e la mobilità dei lavoratori
  • la risposta alle cause profonde della migrazione irregolare
  • la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani

Comprende inoltre il rafforzamento delle capacità di gestione delle frontiere dei paesi partner, oltre al rimpatrio — dall'UE nei rispettivi paesi di origine — dei migranti il cui soggiorno è irregolare, nonché il sostegno ai rimpatri volontari e alla reintegrazione sostenibile dei rimpatriati nei loro paesi di origine.

Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa

Nel novembre 2015 l'UE ha istituito il Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa, per affrontare le cause profonde degli sfollamenti forzati e della migrazione irregolare e per contribuire a una migliore gestione della migrazione. Il suo mandato è scaduto nel 2021, ma i progetti sono continuati fino alla fine del 2025.

Il fondo aveva un bilancio di 5 miliardi di euro ed è stato attuato da molteplici attori, tra cui agenzie degli Stati membri dell'UE, agenzie delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali, come pure ONG locali.

Strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale dell'UE

Il 14 giugno 2021 è stato adottato lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale - Europa globale (NDICI-Europa globale) dell'UE con un bilancio di 79,5 miliardi di euro, di cui il 10% è destinato ad azioni in materia di migrazione per il periodo 2021-2027.

Europa globale copre oltre il 70% dei finanziamenti dell'UE per le relazioni esterne e si basa su tre pilastri: programmi geografici, programmi tematici e azioni di risposta rapida.

Strategie regionali

Corno d'Africa

Nel 2021 il Consiglio ha approvato conclusioni che definiscono una nuova strategia per il Corno d'Africa. La nuova strategia si concentra sull'approfondimento del partenariato strategico, sulla riduzione dell'instabilità e sulla promozione della democrazia e della crescita sostenibile.

Negli anni precedenti l'UE ha adottato:

  • il piano d'azione regionale per il Corno d'Africa (2015-2020)
  • il quadro strategico per il Corno d'Africa (2011)

L'UE ha un rappresentante speciale (RSUE) per il Corno d'Africa.

Grandi Laghi

Nel febbraio 2023 il Consiglio ha approvato conclusioni che definiscono il rinnovato impegno a lungo termine dell'UE nella regione dei Grandi Laghi.



L'obiettivo e la priorità generali dell'UE consistono nel promuovere la pace, la democrazia e lo sviluppo sostenibile nella regione dei Grandi Laghi, aiutando a trasformare le principali cause profonde dell'insicurezza e dell'instabilità in opportunità condivise. L'UE offre sostegno ai paesi della regione nei loro sforzi per favorire il passaggio:

  • dalle tensioni alla fiducia, alla sicurezza e alla stabilità
  • dal traffico illecito di risorse naturali agli scambi commerciali e allo sviluppo sostenibile
  • dalla concorrenza alla cooperazione e all'integrazione

L'UE ha un rappresentante speciale (RSUE) per la regione dei Grandi Laghi.

Sahel

Nell'aprile 2021 il Consiglio ha approvato conclusioni sulla strategia integrata dell'UE nella regione del Sahel. La nuova strategia mira a intensificare questo partenariato solido e a lungo termine e definisce il quadro per le politiche e le azioni nella regione.

Data la crescente insicurezza e instabilità politica nella regione, sono in corso lavori per elaborare un nuovo approccio dell'UE.

L'UE ha un rappresentante speciale (RSUE) per la regione del Sahel.

Accordo di Samoa

L'accordo di Samoa è il quadro giuridico generale per le relazioni tra l'UE e i suoi Stati membri e i membri dell'Organizzazione degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (OSACP), ossia 77 paesi, tra cui 47 paesi africani.

L'accordo mira a rafforzare la cooperazione politica attraverso priorità e obiettivi condivisi su un periodo di 20 anni. Comprende una base comune a livello OSACP associata a tre protocolli regionali per l'Africa, i Caraibi e il Pacifico, incentrati sulle esigenze specifiche delle regioni.

Per saperne di più

Paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico

Paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico

Globo terrestre in cui sono evidenziati in blu l'UE e in rosso il Sud Africa.
Scambi UE-Sud Africa

Scambi UE-Sud Africa

Sudan

Sudan

Ultima modifica: 16 marzo 2026