Relazioni UE-Africa

Come funziona la cooperazione tra i paesi africani e l'UE?

I paesi africani e l'UE cooperano attraverso vari quadri, ad esempio:

  • l'accordo di Cotonou
  • la strategia comune Africa-UE

Oltre a questi quadri, il Consiglio ha adottato tre strategie regionali per:

  • il Corno d'Africa
  • il Golfo di Guinea
  • il Sahel

Le relazioni Africa-UE si svolgono anche mediante dialoghi formali, come i vertici UE-Africa.

I quadri di cooperazione nel dettaglio

Accordo di Cotonou

L'accordo di Cotonou è il quadro generale per le relazioni dell'UE con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) che disciplina le relazioni dell'UE con 79 paesi, inclusi 48 paesi dell'Africa subsahariana.

Strategia comune Africa-UE

La strategia comune Africa-UE, adottata nel 2007 come canale formale per le relazioni dell'UE con i paesi africani, è stata convenuta dall'Unione africana e dalle istituzioni dell'UE, come anche dai paesi africani e dell'UE.

La strategia è attuata attraverso piani d'azione periodici. Nel 2014 l'UE e i paesi africani hanno convenuto la tabella di marcia per il periodo 2014-2017, che fissa cinque principali priorità e aree di azione comune.

Il 4 maggio 2017 l'alto rappresentante e la Commissione hanno pubblicato una comunicazione congiunta su un rinnovato impulso al partenariato Africa-UE. Il Consiglio "Affari esteri" ha accolto con favore la comunicazione congiunta nella sessione del 15 maggio 2017.

Dopo il 2020

Nel marzo 2020 la Commissione europea e il SEAE hanno presentato la comunicazione congiunta "Verso una strategia globale con l'Africa", che propone di collaborare su cinque principali tendenze globali:

  • un partenariato per la transizione verde e l'accesso all'energia
  • un partenariato per la trasformazione digitale
  • un partenariato per la crescita e l'occupazione sostenibili
  • un partenariato per la pace, la sicurezza e la governance e
  • un partenariato per la migrazione e la mobilità

Queste proposte si basano su uno slancio crescente nelle relazioni UE-Africa. L'approfondimento della cooperazione basato su interessi e valori condivisi consentirà a entrambe le parti di raggiungere i loro obiettivi comuni e di affrontare le sfide globali.

Le proposte delineano non solo le opportunità e le sfide che si presentano in ciascuno di questi settori, ma anche 10 chiari punti d'azione quale base per la futura cooperazione.

Il 30 giugno il Consiglio ha approvato conclusioni sull'Africa, in cui ha ribadito l'importanza fondamentale di un partenariato UE-Africa rafforzato.

Secondo le conclusioni, la comunicazione congiunta costituisce un'ottima base sulla quale costruire un nuovo partenariato ambizioso con l'Africa. Il prossimo vertice UE-UA è ritenuto un'occasione cruciale per rinnovare un approccio strategico congiunto dal carattere globale che realizzi tali aspirazioni.

Prossime tappe

Il vertice UE-Unione africana del 2021 è il momento cruciale in cui i leader africani ed europei si riuniranno allo scopo di definire le priorità congiunte per il loro futuro comune.

Pandemia di COVID-19

La pandemia di COVID-19 ci ha dimostrato quanto i nostri due continenti siano interdipendenti. Le sfide globali necessitano di soluzioni globali, per questo l'UE ha disposto piani per sostenere gli sforzi dei paesi partner nella lotta contro la pandemia. A sostegno di queste azioni, l'UE e gli Stati membri si sono impegnati a favore di un pacchetto di misure di risposta globale del valore di quasi 36 miliardi di EUR (Team Europa).

Strategie regionali

1. Corno d'Africa

Il Corno d'Africa, una regione dell'Africa orientale, ha dovuto affrontare negli ultimi anni ripetuti fenomeni di siccità, che hanno provocato una grave crisi umanitaria.

Nel 2011 l'UE ha adottato un quadro strategico per il Corno d'Africa, in cui sono delineate le misure che l'UE deve intraprendere per aiutare i popoli della regione a raggiungere condizioni di pace, stabilità, sicurezza, prosperità e responsabilità di governo.

Tra i risultati del quadro strategico figurano:

  • l'iniziativa "Sostenere la resilienza del Corno d'Africa" (SHARE) (2012)
  • il piano d'azione per la lotta contro il terrorismo nel Corno d'Africa e nello Yemen (2013)

Nel 2015 il Consiglio ha adottato il piano d'azione regionale per il Corno d'Africa 2015-2020, che delinea l'approccio dell'UE nell'affrontare le principali questioni in tutta la regione.

Il piano d'azione tiene conto delle sfide divenute più critiche nel corso degli anni, in particolare:

  • l'influenza dell'intera regione sul Corno d'Africa
  • la radicalizzazione
  • la migrazione e gli sfollamenti forzati

L'attuazione del piano d'azione è guidata dall'alto rappresentante e dalla Commissione. Il Consiglio riceve aggiornamenti periodici sulla sua attuazione, anche attraverso relazioni annuali.

2. Golfo di Guinea

I paesi della regione del Golfo di Guinea si trovano ad affrontare una crescente instabilità dovuta alla mancanza di controllo sulle acque costiere e sulla costa stessa.

Ne consegue un aumento delle attività criminali quali:

  • tratta di esseri umani e traffico di stupefacenti, armi, diamanti, farmaci contraffatti, rifiuti illeciti, ecc.
  • pirateria e rapine a mano armata in mare
  • furto di greggio
  • pesca illegale

Nel marzo 2014 il Consiglio ha adottato una strategia sul Golfo di Guinea, che descrive come l'UE può aiutare i paesi della regione a far fronte a queste sfide e a rafforzare le loro capacità marittime, lo Stato di diritto e l'efficacia della governance.

L'anno seguente, nel marzo 2015, il Consiglio ha adottato il piano d'azione per il Golfo di Guinea 2015-2020, che delinea il sostegno dell'UE per affrontare le sfide poste dalla sicurezza marittima e dalla criminalità organizzata nella regione.

Un coordinatore principale dell'UE vigila sull'attuazione della strategia e del piano d'azione dell'UE per il Golfo di Guinea. La loro attuazione è strettamente coordinata insieme al comitato politico e di sicurezza del Consiglio.

3. Sahel

La strategia dell'UE per la sicurezza e lo sviluppo nel Sahel è stata presentata nel 2011 dall'alto rappresentante e dalla Commissione su richiesta del Consiglio.

Si articola attorno a quattro linee d'azione:

  • sviluppo
  • buon governo e risoluzione interna dei conflitti
  • sicurezza politica e diplomatica e Stato di diritto
  • lotta all'estremismo violento

Adottato nel 2015, il piano d'azione regionale per il Sahel 2015-2020 fornisce una solida base per perseguire gli obiettivi della strategia. Il piano si concentra su quattro settori di particolare importanza per la stabilizzazione della regione, in particolare:

  • la prevenzione e il contrasto della radicalizzazione
  • la creazione di condizioni adeguate per i giovani
  • la migrazione, la mobilità e la gestione delle frontiere
  • la lotta al traffico illecito e alla criminalità organizzata transnazionale

Dialoghi formali

Il partenariato UE-Africa si sviluppa mediante dialoghi formali a vari livelli:

  • i vertici UE-Africa, a livello di capi di Stato o di governo, che si tengono in linea di massima ogni tre anni
  • le riunioni a livello ministeriale (o di "troika"), organizzate periodicamente, che riuniscono rappresentanti dei paesi africani e dell'UE, della Commissione dell'Unione africana (UA) e delle istituzioni dell'UE, compreso il Consiglio dell'UE
  • riunioni tra la Commissione dell'UE e la Commissione dell'UA

Il quinto vertice Unione africana-UE, tenutosi il 29-30 novembre 2017 ad Abidjan in Costa d'Avorio, si è incentrato soprattutto sul tema "investire nella gioventù", aspetto divenuto una priorità fondamentale per l'Europa come anche per l'Africa.

Nel 2014 il quarto vertice Unione africana-UE ha riunito oltre 60 leader dell'UE e africani per discutere delle future relazioni UE-Africa e rafforzare i legami tra i due continenti.

Organi preparatori del Consiglio

All'interno del Consiglio, gli organismi responsabili per le relazioni Africa-UE sono i seguenti:

L'UE e l'Africa stanno adottando misure concrete per promuovere un migliore accesso all'istruzione, stimolare gli investimenti e creare posti di lavoro.

Quali sono i settori di cooperazione?

Commercio

L'UE ha negoziato una serie di accordi di partenariato economico (APE) con 48 paesi dell'Africa subsahariana nel quadro dell'accordo di Cotonou. L'obiettivo di questi accordi è creare un partenariato condiviso per il commercio e lo sviluppo, basato sul sostegno allo sviluppo.

Per maggiori informazioni consultare la pagina sull'accordo di Cotonou:

Sviluppo

L'UE finanzia iniziative e programmi di sviluppo a beneficio di vari paesi in tutta l'Africa.

La maggior parte dei finanziamenti proviene dal Fondo europeo di sviluppo (FES), che per il periodo 2014-2020 dispone di un bilancio pari a 30,5 miliardi di EUR.

Sicurezza

L'UE ha avviato diverse missioni e operazioni militari e civili in Africa nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC).

Attualmente sono in corso missioni dell'UE in:

  • Repubblica centrafricana
  • Libia
  • Mali
  • Niger
  • Somalia
Risposta alle pressioni migratorie

Il Consiglio e il Consiglio europeo stanno lavorando alla definizione di una politica migratoria europea globale

Migrazione

Nel novembre 2015 l'UE e i leader africani maggiormente interessati hanno approvato il piano d'azione di La Valletta, che include 16 misure concrete per far fronte all'afflusso massiccio di migranti che arrivano in Europa.

Nel giugno 2016 il Consiglio europeo ha convenuto di intensificare la cooperazione con i principali paesi di origine e di transito. Sono in fase di realizzazione patti su misura per le esigenze di ciascun paese.

Nel febbraio 2017 i leader dell'UE hanno adottato la dichiarazione di Malta, che presenta il loro intento di rafforzare la cooperazione con la Libia, il principale paese di partenza verso l'Europa.

Lotta al terrorismo

L'UE sostiene iniziative e attività di lotta al terrorismo nel continente africano.

Nel giugno 2017 l'UE si è impegnata a stanziare 50 milioni di EUR per sostenere la forza congiunta G5 Sahel, di recente istituzione, al fine di migliorare la sicurezza nella regione.

Nel 2013 l'UE ha adottato un piano d'azione per la lotta al terrorismo nel Corno d'Africa e nello Yemen.