- Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori”
Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori”, 11.12.2014, 11 dicembre 2014
EURES in breve
Istituita nel 1993, EURES è una rete di cooperazione tra la Commissione ed i servizi pubblici per l'impiego europei. La sua funzione è quella di scambiare offerte e domande di lavoro e informazioni sulle condizioni di vita e di lavoro.
EURES è composta da un sito web e da una rete di circa 900 consulenti per l'impiego presenti in tutti i paesi partecipanti: i 28 Stati dell'UE, l'Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia e la Svizzera.
Ogni anno effettua circa 150 000 collocamenti.
EURES
I ministri dell'occupazione, riunitisi a Bruxelles l'11 dicembre, hanno approvato la riforma della rete dei servizi europei dell'occupazione (EURES), destinata a migliorare i servizi per la ricerca di lavoro e per l'assunzione di personale in tutta Europa.
La riforma intende potenziare la mobilità dei lavoratori sul territorio dell'Unione. La riforma della rete aumenterebbe il numero delle offerte di lavoro e dei curriculum vitae di persone in cerca di lavoro accessibili tramite EURES. Verrebbe inoltre introdotta la corrispondenza automatizzata tra le abilità delle persone in cerca di lavoro ed i posti vacanti.
Questa corrispondenza si baserà sulla classificazione europea delle abilità e delle competenze che la Commissione europea sta attualmente mettendo a punto. L'accordo raggiunto dal Consiglio consente agli Stati membri di avere voce in capitolo nell'adozione e nell'aggiornamento della "classificazione", cosa che originariamente non era prevista.
In base al testo approvato, il Consiglio permette ai servizi privati per l'impiego di entrare a far parte di EURES purché seguano la procedura di ammissione stabilita dai paesi dell'UE e forniscano tutti i servizi fondamentali previsti dalla legislazione. Tuttavia, secondo quanto convenuto dai ministri, i servizi pubblici per l'impiego dovrebbero avere un ruolo privilegiato nella rete, conforme al ruolo particolare da essi svolto ed ai loro obblighi specifici.
Il Parlamento europeo, che colegifera con il Consiglio su questo progetto legislativo, non ha ancora definito la sua posizione.
Diritti dei marittimi
I ministri hanno approvato la riforma dei diritti dei marittimi. Scopo della riforma è quello di includere i marittimi nel campo di applicazione della legislazione del lavoro dell'UE affinché, nei casi di sospensione dell'attività lavorativa o di riorganizzazioni aziendali, essi godano degli stessi diritti di chi lavora sulla terraferma.
Le nuove norme, migliorando la qualità dei posti di lavoro nel settore marittimo, tentano di invertire la tendenza che vede diminuire il numero di giovani europei che scelgono certe professioni marittime e di trattenere i lavoratori specializzati nella professione.
La riforma intende anche correggere il quadro normativo attuale, che genera disparità di trattamento della medesima categoria di lavoratori da parte di Stati membri diversi. Attualmente tali disparità dipendono dal fatto che siano o meno applicate le esenzioni e le deroghe consentite dalla legislazione in vigore. La maggior parte degli Stati membri, tuttavia, ha fatto ricorso in misura ridotta alle esenzioni o non le ha applicate affatto.
Il Parlamento europeo non ha ancora definito la sua posizione sul progetto legislativo.
Altri punti principali all'ordine del giorno
Occupazione giovanile
Il Consiglio ha discusso di come lottare contro la disoccupazione giovanile. La discussione si è articolata intorno a tre questioni:
- facilitare per i giovani il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro;
- sfide connesse con il lancio della garanzia per i giovani, che intende far sì che i giovani rientrino nel mondo del lavoro o proseguano gli studi non oltre quattro mesi dopo aver perso il lavoro o essere usciti dalla scuola;
- modi per migliorare la corrispondenza tra il mercato del lavoro ed i sistemi di istruzione e formazione professionale.
Le donne nei consigli di amministrazione delle società
I ministri hanno discusso anche del progetto di direttiva volta ad assicurare che le donne occupino il 40% dei posti senza incarichi esecutivi nei consigli di amministrazione delle imprese pubbliche entro il 2020.
Il progetto legislativo in discussione non prevede quote obbligatorie per le donne, ma introduce invece meccanismi di selezione più equi.
Il Consiglio non ha potuto giungere ad un accordo sul progetto di direttiva.
Fascicoli della riunione
Documenti finali
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