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Finanziamento della transizione climatica

L'UE è determinata a realizzare un'economia a basse emissioni di carbonio, efficiente in termini di risorse e sostenibile. Insieme ai suoi Stati membri, l'UE è il principale fornitore di finanziamenti per il clima a livello mondiale.

Integrazione delle questioni climatiche nella spesa dell'UE

L'UE sostiene fermamente la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, più efficiente in termini di risorse e più sostenibile. Ciò rientra negli sforzi dell'UE per conseguire i suoi obiettivi in materia di clima e di energia in linea con l'accordo di Parigi e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite per il 2030.

Per conseguire gli obiettivi in materia di clima, ambiente e sostenibilità sociale sono necessari importanti investimenti pubblici e privati.

Mentre la pandemia di COVID-19 ha comportato gravi sfide dal punto di vista sanitario, finanziario ed economico, la successiva ripresa ha offerto l'opportunità di ricostruire meglio e in modo più sostenibile, rafforzando politiche pubbliche favorevoli all'azione per il clima quali:

  • fissazione del prezzo del carbonio
  • disincentivazione delle sovvenzioni dannose per l'ambiente e inefficienti sotto il profilo economico
  • transizione verso investimenti sostenibili

Secondo quanto previsto dal piano dell'UE per la ripresa, Next Generation EU, il 37% dei 672,5 miliardi di EUR del dispositivo per la ripresa e la resilienza è speso per obiettivi legati al clima. Un obiettivo climatico globale del 30% si applica all'importo totale delle spese a titolo del bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2021-2027.

Questa infografica illustra le risorse finanziarie destinate dall'UE alla transizione verso la neutralità climatica.
Cosa fa l'UE per finanziare la transizione verso la neutralità climatica? (Infografica)

Cosa fa l'UE per finanziare la transizione verso la neutralità climatica? (Infografica)

Politica dell'UE in materia di finanza sostenibile

Mobilitazione degli investimenti privati

Per riuscire nella transizione verde è necessario canalizzare investimenti privati a complemento dei finanziamenti pubblici.

Da quando la Commissione ha pubblicato, nel marzo 2018, il suo piano d'azione in 10 punti per lo sviluppo sostenibile, l'UE ha gettato le basi della sua politica in materia di finanza sostenibile.

Nell'ottobre 2019 l'UE e i suoi Stati membri si sono uniti ad altri paesi per lanciare una nuova piattaforma internazionale sulla finanza sostenibile destinata ad aumentare la mobilitazione di capitale privato a favore di investimenti ecosostenibili.

Con il Green Deal europeo presentato nel dicembre 2019 la Commissione ha annunciato l'intenzione di presentare una strategia rinnovata in materia di finanza sostenibile. Nel luglio 2021 la Commissione ha proposto la nuova strategia, finalizzata a far fronte ai cambiamenti climatici aumentando nel contempo gli investimenti in un'economia più sostenibile.

Attuazione del piano d'azione sulla finanza sostenibile

Nel 2019 e 2020 il Consiglio ha adottato una normativa volta a indirizzare i capitali privati verso investimenti più sostenibili sul mercato dei capitali attraverso le seguenti misure:

  • miglioramento degli obblighi di trasparenza a carico degli intermediari finanziari allo scopo di includere fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nei loro processi di valutazione del rischio
  • creazione di una nuova categoria di indici di riferimento per gli investimenti sostenibili che consenta agli investitori di confrontare l'impronta di carbonio dei loro investimenti
  • istituzione di un sistema di classificazione unificato dell'UE ("tassonomia") delle attività economiche sostenibili

Nel giugno 2019 la Commissione ha inoltre pubblicato orientamenti non vincolanti per aiutare le imprese a comunicare le pertinenti informazioni di carattere non finanziario in modo più coerente e comparabile.

Regolamento UE sulla tassonomia

Nell'aprile 2020 il Consiglio ha adottato un regolamento che istituisce un sistema di classificazione, o "tassonomia", a livello dell'UE, inteso a fornire alle imprese e agli investitori un linguaggio comune per individuare le attività economiche considerate ecosostenibili.

Da allora la Commissione europea ha adottato due atti delegati nell'ambito del regolamento UE sulla tassonomia, fissando tra l'altro criteri di vaglio tecnico per:

  • determinare se un'attività economica contribuisca in modo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici o all'adattamento ai medesimi
  • "non arrecare un danno significativo" garantendo che una determinata attività economica non abbia un impatto negativo significativo sull'ambiente

Regolamento sulle obbligazioni verdi europee

Nell'ottobre 2023 il Consiglio ha adottato un regolamento che istituisce una norma per le obbligazioni verdi europee.

Il regolamento stabilisce prescrizioni uniformi per gli emittenti di obbligazioni che desiderano avvalersi della denominazione "obbligazione verde europea" o "EuGB" per le obbligazioni da essi dichiarate ecosostenibili.

Crea un sistema per la registrazione e la vigilanza dei soggetti che agiscono in qualità di verificatori esterni delle obbligazioni verdi europee e disciplina la vigilanza degli emittenti di tali obbligazioni.

Tutti i proventi delle obbligazioni verdi europee devono essere investiti in attività economiche conformi alla tassonomia dell'UE per le attività sostenibili. Per i settori non ancora contemplati dalla tassonomia dell'UE e per alcune attività molto specifiche vi sarà un margine di flessibilità del 15%.

Il Consiglio ha adottato un regolamento che istituisce una norma per le obbligazioni verdi europee
Obbligazioni verdi europee (Infografica)

Obbligazioni verdi europee (Infografica)

Contributo dell'UE ai finanziamenti internazionali per il clima

L'UE e i suoi Stati membri sono il principale fornitore a livello mondiale di finanziamenti pubblici per il clima.

Nel 2024 l'Unione europea e i suoi 27 Stati membri hanno fornito un contributo pari a 31,7 miliardi di EUR in finanziamenti per il clima da fonti pubbliche e hanno mobilitato un importo aggiuntivo pari a 11 miliardi di EUR in finanziamenti privati per aiutare i paesi in via di sviluppo a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e ad adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici. La metà dei finanziamenti pubblici per il clima destinati ai paesi in via di sviluppo riguardava l'adattamento ai cambiamenti climatici o azioni trasversali (comprendenti iniziative di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici) nei paesi in via di sviluppo.

Contribuire ai finanziamenti per il clima costituisce una parte importante dell'accordo di Parigi del 2015, che fissa l'obiettivo di mobilitare 100 miliardi di USD all'anno per il contributo dei paesi sviluppati ai finanziamenti internazionali per il clima fino al 2025.

Diagramma a colonne che rappresenta l'evoluzione del contributo dell'Europa ai finanziamenti per il clima dal 2013 al 2024.
Il contributo dell'Europa ai finanziamenti per il clima (in miliardi di euro) (Infografica)

Il contributo dell'Europa ai finanziamenti per il clima (in miliardi di euro) (Infografica)

Ultima modifica: 27 ottobre 2025