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Agricoltura biologica

L'agricoltura biologica produce alimenti con metodi naturali che hanno un impatto ambientale limitato. L'UE vuole che il 25% dei suoi terreni agricoli sia adibito all'agricoltura biologica entro il 2030 e dispone di norme chiare a sostegno di tale obiettivo.

Cosa significa agricoltura biologica

L'agricoltura biologica è un metodo agricolo che utilizza processi e sostanze naturali aventi un impatto limitato sull'ambiente e sul clima, con l'obiettivo di:

  • sostenere la biodiversità
  • garantire standard elevati di benessere degli animali
  • incoraggiare la produzione locale
  • preservare le razze rare e autoctone

A tal fine, il quadro dell'UE in materia di produzione biologica stabilisce norme rigorose.

In un giardino stilizzato un agricoltore con una camicia a quadri e un cappello di paglia ispeziona un albero di limoni, vicino al quale sono raffigurati anche due polli.

Pratiche principali

Limitare i pesticidi e i concimi sintetici

Vietare gli organismi geneticamente modificati (OGM)

Ruotare le colture per mantenere sani i suoli

Nutrire gli animali con mangimi biologici e far sì che abbiano accesso a spazi all'aperto

Raggiungere l'obiettivo del 25% di agricoltura biologica entro il 2030

L'UE mira ad adibire il 25% dei terreni agricoli all'agricoltura biologica entro il 2030.

L'agricoltura biologica cresce rapidamente

Tra il 2012 e il 2022 la quota di terreni agricoli biologici nell'UE è aumentata del 79%, passando da 9,5 milioni di ettari a 16,9 milioni di ettari.

Versione testuale

Grafico che mette a confronto la quota percentuale di terreni destinati alla coltivazione di prodotti biologici rispetto alla superficie agricola totale per il 2012 e il 2022 con l'obiettivo per il 2030.

La prima barra, a sinistra, rappresenta l'anno 2012. È di colore verde scuro, relativamente bassa e corrisponde a un valore pari al 6%. La seconda barra, al centro, rappresenta l'anno 2022. Anch'essa di colore verde scuro, è notevolmente più alta della barra relativa al 2012 e corrisponde a un valore pari all'11%.

La terza barra, a destra, rappresenta un obiettivo futuro per il 2030. È di colore verde vivace, è significativamente più alta delle altre due barre e corrisponde a un valore pari al 25%.

Questa crescita è andata di pari passo con l'aumento della domanda da parte dei consumatori e un maggiore riconoscimento del logo biologico dell'UE. Nel 2022 le vendite al dettaglio di prodotti biologici nell'UE hanno superato i 45 miliardi di euro e il logo biologico dell'UE è ora il logo alimentare più noto in Europa.

Norme dell'UE sull'agricoltura biologica

La principale normativa dell'UE in materia di produzione biologica, ossia il regolamento (UE) 2018/848, che si applica dal 2022, fissa standard elevati per le modalità di produzione, trasformazione ed etichettatura degli alimenti biologici e contribuisce a garantire la concorrenza leale e la fiducia dei consumatori.

Fra gli elementi chiave figurano:

  • metodi di produzione che limitano i pesticidi e i concimi sintetici, proteggono la fertilità del suolo e la biodiversità e fanno un uso attento dell'energia e delle risorse
  • norme rigorose in materia di benessere degli animali, compresi l'accesso all'esterno e condizioni che rispettino il comportamento naturale degli animali
  • un'etichettatura chiara, con l'obbligo di apporre il logo biologico dell'UE su tutti gli alimenti biologici preimballati prodotti nell'UE, e l'uso protetto di termini quali "bio" ed "eco"
  • controlli annuali per ogni operatore della catena di approvvigionamento, dall'agricoltore al dettagliante, da parte di organismi di controllo autorizzati
  • la certificazione di gruppo, così che i piccoli agricoltori possano essere certificati insieme, riducendo i costi e le formalità amministrative
Un mazzo di asparagi freschi avvolto in carta marrone accanto al logo biologico dell'UE, che comprende alcune stelle bianche disposte a forma di foglia.

Il sostegno all'agricoltura biologica è integrato nella politica agricola comune (PAC) dell'UE. Nell'ambito dei piani strategici della PAC, circa 19 miliardi di euro sono destinati a sostenere l'agricoltura biologica nell'UE. Ogni ettaro di terreno destinato alla coltivazione di prodotti biologici riceve in media 148 euro all'anno di sostegno specifico, in aggiunta a qualsiasi altro sostegno al reddito che l'agricoltore può ricevere.

Nel marzo 2021 la Commissione europea ha presentato un piano d'azione per lo sviluppo della produzione biologica nell'UE.

Nel luglio 2021 i ministri dell'UE hanno approvato le conclusioni del Consiglio sul piano d'azione e hanno sottolineato che l'agricoltura biologica contribuisce a rendere più sostenibile l'agricoltura europea, crea posti di lavoro e garantisce i redditi.

Hanno inoltre rimarcato la necessità di equilibrare la domanda e l'offerta, di tenere conto della situazione di ciascun paese dell'UE e di coinvolgere i portatori di interessi pubblici e privati nel conseguimento degli obiettivi del piano d'azione.

Rendere più semplici e chiare le norme dell'UE sull'agricoltura biologica

L'UE sta aggiornando il regolamento sulla produzione biologica con l'obiettivo di:

  • semplificare e chiarire le norme
  • aumentare la fiducia nei confronti del logo biologico dell'UE
  • ridurre gli oneri burocratici, in particolare per i piccoli operatori
  • mantenere il buon funzionamento degli scambi commerciali con i principali partner di paesi terzi

Nel dicembre 2025 la Commissione europea ha proposto modifiche mirate, anche per quanto riguarda i prodotti biologici importati e l'etichettatura, i piccoli operatori e agricoltori, i prodotti per la pulizia e la disinfezione e le norme in materia di produzione animale e acquacoltura.

Le modifiche dovrebbero ridurre i costi amministrativi diretti di 47,8 milioni di euro all'anno, di cui 45,9 milioni di euro di risparmi per gli agricoltori e altri operatori e 1,9 milioni di euro di risparmi per le amministrazioni.

L'11 maggio 2026 i rappresentanti dei governi dei paesi dell'UE hanno concordato, in seno al comitato speciale Agricoltura (CSA), una posizione comune per l'avvio dei colloqui con il Parlamento europeo. Il comitato prepara i lavori del Consiglio su tutte le questioni relative alla politica agricola comune.

Sia il Consiglio che il Parlamento devono raggiungere un accordo sul testo definitivo prima che le nuove norme sull'agricoltura biologica possano applicarsi nella pratica.

Prodotti biologici importati ed etichettatura

I prodotti biologici importati da paesi terzi potrebbero continuare a utilizzare termini come "biologico" se le norme di tali paesi in materia di agricoltura biologica sono riconosciute equivalenti alle norme dell'UE. Tuttavia, potrebbero utilizzare il logo biologico dell'UE solo se soddisfano prescrizioni supplementari, ad esempio per quanto riguarda il suolo vivo, il benessere degli animali e i metodi di trasformazione.

Le norme sull'agricoltura biologica di 11 paesi terzi, tra cui Argentina, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti, sono attualmente riconosciute equivalenti alle norme dell'UE, ma tale riconoscimento termina il 31 dicembre 2026. Per evitare perturbazioni degli scambi, il loro riconoscimento sarebbe prorogato fino al 31 dicembre 2036.

Piccoli operatori e agricoltori

I piccoli operatori che vendono prodotti biologici non imballati, come frutta e verdura sfuse, direttamente ai consumatori e i piccoli rivenditori online di prodotti biologici preimballati non avrebbero bisogno di un certificato, a meno che le loro vendite non superino i 10 000 kg all'anno o il loro fatturato non superi in media 40 000 euro all'anno nell'arco di cinque anni.

Anche la certificazione di gruppo per i piccoli agricoltori diventerebbe più facile.

Prodotti per la pulizia e la disinfezione

I trasformatori biologici disporrebbero di maggiore flessibilità nel loro lavoro quotidiano di pulizia e disinfezione. Anziché limitarsi a un elenco di prodotti autorizzati dalla Commissione europea, sarebbero autorizzati a utilizzare prodotti standard disponibili sul mercato.

Produzione animale e acquacoltura

La riforma introdurrebbe un'età minima di macellazione per le quaglie biologiche.

Le norme sull'accesso all'esterno per il pollame cambierebbero per far sì che i volatili giovani possano accedere allo spazio aperto solo se sufficientemente piumati da poter regolare la propria temperatura corporea.

Il processo di conversione dall'agricoltura convenzionale a quella biologica diventerebbe più semplice e coerente in tutta l'UE.

Per quanto concerne gli animali d'allevamento terrestre e quelli allevati in acquacoltura, verrebbe allineato il tempo di attesa tra l'uso di medicinali veterinari e la possibilità di vendere i prodotti come biologici.

Ulteriori informazioni

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Un agricoltore tiene in mano un recipiente per il latte. Accanto a lui un'altra persona trasporta una cassetta di verdure fresche. Sullo sfondo mucche al pascolo nei pressi di una fattoria, a rappresentare le attività agricole e di allevamento.
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Ultima modifica: 23 luglio 2026