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Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori", 14 e 15 giugno 2021

Principali risultati

Occupazione e affari sociali (lunedì 14 giugno)

Garanzia europea per l'infanzia

Il Consiglio ha adottato una raccomandazione che istituisce una garanzia europea per l'infanzia. L'obiettivo della raccomandazione è prevenire e combattere l'esclusione sociale dei minori garantendo l'accesso dei minori bisognosi a una serie di servizi fondamentali, contribuendo così anche alla difesa dei diritti dei minori tramite la lotta alla povertà infantile e la promozione delle pari opportunità.

In particolare, si raccomanda agli Stati membri di garantire un accesso effettivo e gratuito all'educazione e alla cura della prima infanzia, all'istruzione e alle attività scolastiche, ad almeno un pasto sano al giorno a scuola e all'assistenza sanitaria, nonché a un'alimentazione sana e a un alloggio adeguato.

Ciascuno dei 27 Stati membri dovrebbe inoltre nominare un coordinatore nazionale della garanzia per l'infanzia e presentare alla Commissione, entro nove mesi dall'adozione della raccomandazione, un piano d'azione per il periodo fino al 2030 allo scopo di attuare la raccomandazione.

Ana Mendes Godinho, ministra del Lavoro, della solidarietà e della sicurezza sociale del Portogallo
Si tratta di una vittoria non solo per la presidenza portoghese, ma soprattutto per i 18 milioni di bambini a rischio di povertà o di esclusione sociale nell'Unione europea. È una vittoria che garantisce istruzione, assistenza all'infanzia, assistenza sanitaria di buona qualità e alloggi dignitosi per tutti i bambini in Europa.
Ana Mendes Godinho, ministra del Lavoro, della solidarietà e della sicurezza sociale del Portogallo
Ana Mendes Godinho, ministra del Lavoro, della solidarietà e della sicurezza sociale del Portogallo
Illustrazione: garanzia europea per l'infanzia: come l'UE protegge i minori.
Garanzia europea per l'infanzia: come l'UE protegge i minori (Infografica)

Garanzia europea per l'infanzia: come l'UE protegge i minori (Infografica)

Telelavoro

Da quando è scoppiata la pandemia di COVID-19 si è registrato un forte aumento del numero di persone che telelavorano. Secondo un sondaggio di Eurofound, nel luglio 2020 il 34% degli intervistati lavorava esclusivamente da casa, rispetto al 5,4% degli occupati nell'UE-27 che lavoravano da casa nel 2019. Il Consiglio ha adottato conclusioni sulla questione, in cui si sottolinea che il recente aumento del ricorso al telelavoro rende necessario esaminarne le potenzialità, i limiti e i rischi. Nelle conclusioni si invitano gli Stati membri, tra l'altro, a prendere in esame la possibilità di:

  • istituire piani d'azione nazionali o strategie che affrontino le opportunità e i rischi connessi al telelavoro, tenendo conto della prospettiva di genere, o che includano questo tema nelle strategie esistenti o future
  • modificare le loro politiche in materia di telelavoro o fornire orientamenti, in particolare per quanto riguarda l'organizzazione e il controllo dell'orario di lavoro, i rischi connessi alla parità tra donne e uomini ed eventuali indennità per coprire i costi del telelavoro
  • istituire o rafforzare iniziative volte a potenziare l'ispezione del lavoro e la salute e la sicurezza sul lavoro in considerazione dei rischi inerenti al telelavoro

Il Consiglio ha inoltre invitato la Commissione ad analizzare il contesto e le implicazioni del telelavoro nell'UE e la misura in cui l'attuale diritto sociale e del lavoro nell'UE garantisce condizioni di lavoro dignitose per i telelavoratori.

Il telelavoro è diventato la norma per milioni di europei e continuerà a costituire un modello ibrido dopo la pandemia. I lavoratori apprezzano la flessibilità e l'autonomia offerte da questa soluzione, e non dovendo più recarsi al lavoro risparmiano anche in termini di tempo. Ma non dimentichiamoci delle sfide che ciò comporta, ad esempio l'offuscamento dei confini tra lavoro e vita privata o l'isolamento dei lavoratori. Oggi abbiamo approvato conclusioni in cui si invitano gli Stati membri a cogliere le opportunità e ad affrontare i rischi connessi al telelavoro nelle loro strategie e politiche nazionali per il futuro del lavoro. Ana Mendes Godinho, ministra del Lavoro, della solidarietà e della sicurezza sociale del Portogallo

Conseguenze della COVID-19 sulla parità di genere

Il Consiglio ha approvato conclusioni in cui si invitano gli Stati membri (e se del caso la Commissione) ad adottare misure per attenuare gli effetti aggravanti della crisi COVID-19 su alcuni degli svantaggi a lungo termine per le donne e ad assicurare che la parità di genere diventi un volano per la ripresa.

Tali misure comprendono:

  • promuovere la parità di genere e le pari opportunità nell'elaborazione e nell'attuazione delle misure per la ripresa, ad esempio sostenendo i lavoratori dei settori economici duramente colpiti – quali il commercio al dettaglio, il settore ricettivo e il turismo – e rispondendo alle esigenze specifiche delle donne riguardo al livello di istruzione, all'orario di lavoro, all'inattività, alla disoccupazione e alle competenze
  • lavorare alla conciliazione tra lavoro, famiglia e vita privata, sia per le donne che per gli uomini, garantendo che tutti i lavoratori, compresi i telelavoratori, abbiano le stesse opportunità di avanzamento di carriera, fra cui la parità di accesso alle posizioni dirigenziali e decisionali
  • promuovere la parità di accesso a tutti i settori dell'istruzione e i percorsi di carriera, anche affrontando il divario digitale di genere, migliorando le competenze digitali e la partecipazione alle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), in particolare le TIC
  • sviluppare e diffondere un maggior numero di dati disaggregati per sesso, informazioni e ricerche sull'impatto della COVID-19 sulla parità di genere

A causa delle disuguaglianze di genere strutturali preesistenti nel mercato del lavoro e nella società in senso lato (il divario retributivo di genere e il divario di genere nell'assistenza), le donne sono state e sono ancora colpite in misura sproporzionata dalla pandemia di COVID-19 e dalle relative misure di contenimento. Le donne rappresentano tra il 76% e il 95% degli operatori sanitari e corrono quindi un rischio più elevato di contrarre la COVID-19. Parallelamente, le donne si accollano una quota sproporzionata di lavoro non retribuito (compiti domestici e di assistenza), quota che è aumentata durante la crisi COVID-19.

Mariana Vieira da Silva, ministra di Stato e ministra della presidenza del Portogallo
Come avvenuto in crisi passate, le conseguenze della pandemia di COVID-19 non sono state le stesse in termini di genere, poiché le donne ne hanno risentito maggiormente. Assistiamo a situazioni in cui le donne in prima linea – operatrici sanitarie, prestatrici di assistenza, addette alla cura dell'infanzia, docenti, addette alle pulizie domestiche – spesso si trovano anche a gestire le incombenze familiari, devono fare i conti con l'aumento del lavoro non retribuito e affrontare difficoltà legate all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare. Tuttavia non sappiamo con precisione in che misura queste conseguenze limitino la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e aumentino i divari esistenti in termini di retribuzione e assistenza, e di fatto possiamo cambiare solo quello che riusciamo a vedere con chiarezza. Ora che ci stiamo adoperando per uscire dalla crisi e che stiamo preparando le nostre società al futuro, dobbiamo far sì che le nostre misure siano basate su dati concreti, che ci consentano di avere un quadro preciso di ciò che dobbiamo cambiare, in modo da poter prendere decisioni informate e correggere le disuguaglianze.
Mariana Vieira da Silva, ministra di Stato e ministra della presidenza del Portogallo
Mariana Vieira da Silva, ministra di Stato e ministra della presidenza del Portogallo

Strategia sulla disabilità

Circa 87 milioni di persone nell'Unione europea hanno una qualche forma di disabilità e più della metà (52%) ritiene di essere discriminata nella vita quotidiana. Nel marzo 2021 la Commissione europea ha adottato la strategia per i diritti delle persone con disabilità (2021-2030).

Il Consiglio ha approvato conclusioni che approvano la strategia . Nelle conclusioni si invitano gli Stati membri a continuare a sviluppare e aggiornare strategie e politiche nazionali per l'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) a livello nazionale, regionale e locale, garantire il recepimento e l'attuazione efficaci e coerenti del diritto dell'UE in materia di accessibilità di prodotti, servizi, mezzi di comunicazione, trasporti ed edifici, sostenere lo sviluppo di servizi sociali di prossimità incentrati sulla persona e la vita indipendente e promuovere la partecipazione alla vita politica e pubblica, tenendo conto della strategia quando si fissano obiettivi nazionali volontari volti al conseguimento degli obiettivi principali proposti dal piano d'azione del pilastro europeo dei diritti sociali e utilizzando al meglio i finanziamenti e i programmi finanziari dell'UE adeguati.

La presidenza portoghese è fortemente impegnata a favore dei diritti delle persone con disabilità. Queste conclusioni rappresentano una grande opportunità per passare dalle parole ai fatti e garantire che nessuno sia lasciato indietro. Come diciamo da tempo, è arrivato il momento di agire ed è quindi fondamentale che ci impegniamo tutti a favore della strategia europea per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030, in linea con la UNCRPD. Ana Mendes Godinho, ministra del Lavoro, della solidarietà e della sicurezza sociale del Portogallo

Salari minimi adeguati

La presidenza ha informato i ministri in merito allo stato dei lavori sulla direttiva relativa a salari minimi adeguati. I ministri hanno inoltre avuto l'opportunità di procedere a uno scambio di opinioni sui miglioramenti che si attendono dalla direttiva e di indicare quali siano, a loro avviso, gli elementi critici della proposta, stabilendo così una possibile via da seguire per ulteriori negoziati al fine di raggiungere un accordo.

Vertice sociale di Porto

Il vertice sociale di Porto del 7 e 8 maggio 2021 ha segnato un momento cruciale per l'Europa sociale. Il 7 maggio il Parlamento europeo, la Commissione, la presidenza portoghese del Consiglio dell'UE, le parti sociali dell'UE e la piattaforma sociale hanno sottoscritto l'impegno sociale di Porto e l'8 maggio i leader dell'UE hanno approvato la dichiarazione di Porto, in cui hanno rafforzato i loro impegni a favore dell'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e hanno accolto con favore gli obiettivi principali per il 2030 in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà stabiliti nel piano d'azione sul pilastro. In seguito, i ministri hanno discusso la definizione degli obiettivi e il monitoraggio dei progressi compiuti nell'attuazione dei principi del pilastro a livello nazionale attraverso il semestre europeo.

Sfide per il dialogo sociale e la contrattazione collettiva

I ministri hanno inoltre tenuto un dibattito orientativo sul coinvolgimento delle parti sociali nella ripresa attraverso i piani per la ripresa e la resilienza (PRR) e sui migliori approcci al dialogo sociale e alla contrattazione collettiva nel contesto di un'accelerazione della transizione digitale, tenuto conto in particolare della necessità di garantire una rappresentanza dei lavoratori nelle forme di lavoro atipiche e del loro diritto di associazione.

Nel dibattito odierno abbiamo presentato le nostre diverse esperienze. Questo ci ha permesso di condividere le nostre riflessioni sulle sfide che ci attendono nel breve, medio e lungo periodo su questioni così importanti e di attualità. Ana Mendes Godinho, ministra del Lavoro, della solidarietà e della sicurezza sociale del Portogallo
Illustrazione: promuovere un'Europa sociale più forte.
Promuovere un'Europa sociale più forte (Infografica)

Promuovere un'Europa sociale più forte (Infografica)

Trasparenza delle retribuzioni e parità di trattamento

La presidenza ha informato i ministri circa lo stato di avanzamento di una serie di fascicoli legislativi in corso: una proposta di direttiva volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore e una proposta di direttiva del Consiglio intesa a estendere la tutela contro la discriminazione per motivi di religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale al di fuori del mondo del lavoro. Per entrambe le proposte, la presidenza portoghese ha presentato una relazione che sintetizza lo stato di avanzamento delle discussioni tra gli Stati membri e la possibile via da seguire per raggiungere un accordo.

Semestre europeo, assistenza a lungo termine e pensioni

Il Consiglio ha approvato la valutazione dell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese 2020 e 2019 e il parere del comitato per l'occupazione e del comitato per la protezione sociale su un quadro di valutazione della situazione sociale riveduto, che stabilisce nuovi indicatori principali. Entrambi i punti riguardano il semestre europeo, che costituisce il quadro dell'UE per il coordinamento delle politiche economiche in tutta l'Unione europea. I ministri hanno inoltre approvato le conclusioni riguardanti la relazione 2021 sull'assistenza a lungo termine e le conclusioni riguardanti la relazione sull'adeguatezza delle pensioni 2021, entrambe adottate sia dal comitato per la protezione sociale che dalla Commissione europea.

Salute (martedì 15 giugno)

Accesso ai medicinali e ai dispositivi medici

I ministri hanno approvato conclusioni sull'accesso ai medicinali e ai dispositivi medici per un'UE più forte e resiliente. Malgrado i notevoli risultati raggiunti su molti aspetti relativi alle malattie, occorre fare di più per garantire l'accesso tempestivo a medicinali e dispositivi medici innovativi, specie per quanto riguarda le problematiche relative alla salute pubblica, come lo sviluppo di nuovi antimicrobici. Nelle conclusioni, tra le altre cose, si invita la Commissione a redigere un inventario completo delle attuali e potenziali capacità complessive di fabbricazione di medicinali critici, dispositivi medici e altri prodotti medici dell'Unione europea.

Marta Temido, ministra portoghese della Salute
Questa pandemia ha evidenziato ancora una volta la triplice sfida dell'accessibilità, della disponibilità e dell'accessibilità economica dei medicinali. Sono lieta che i ministri si siano riuniti oggi per lanciare un appello unanime ad agire sulle esigenze strutturali e a garantire che l'accesso tempestivo a medicinali innovativi apporti benefici sia ai pazienti che ai sistemi sanitari.
Marta Temido, ministra portoghese della Salute
Marta Temido, ministra portoghese della Salute

Un mandato rafforzato per l'Agenzia europea per i medicinali

Il Consiglio ha raggiunto un accordo su un progetto di norme intese a rafforzare il ruolo dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) nella preparazione alle crisi e nella loro gestione in relazione ai medicinali e ai dispositivi medici.

Questo "orientamento generale" conferisce alla presidenza del Consiglio un mandato negoziale per raggiungere una posizione comune con il Parlamento europeo.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e le minacce per la salute a carattere transfrontaliero

La presidenza ha informato i ministri circa lo stato di avanzamento di due fascicoli legislativi in corso: la proposta di modifica del regolamento con il quale si crea un Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e la proposta relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero.

La prima proposta mira a conferire all'ECDC un mandato rafforzato per poter sostenere meglio gli Stati membri e la Commissione, tra l'altro, a monitorare in tempo reale la situazione epidemiologica e a mobilitare le task force sanitarie dell'UE per assistere le risposte locali. Una proposta di regolamento relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero prevede invece l'elaborazione di un piano dell'UE di preparazione alle crisi sanitarie e alle pandemie e di raccomandazioni per l'elaborazione di piani nazionali (da valutare e sottoporre a stress test).

Fascicoli della riunione

Documenti finali

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Ultima modifica: 8 gennaio 2025