Skip to content

Afghanistan

L'UE è al fianco del popolo afghano ed è determinata a sostenere i diritti delle donne afghane e lo sviluppo di un Afghanistan stabile, pacifico e prospero.

La crisi in Afghanistan

Dopo decenni di conflitti, disastri naturali ricorrenti e un alto livello di povertà, la presa di potere dei talebani nell'agosto 2021 ha determinato un ulteriore declino economico, una maggiore insicurezza alimentare e una diffusa indigenza.

Le azioni e le decisioni dei talebani hanno portato alla sistematica e sconcertante esclusione delle donne e delle ragazze e a un drammatico peggioramento della situazione politica, economica, umanitaria e dei diritti umani del popolo afghano.

I talebani inoltre non intendono né sono in grado di intervenire in modo efficace in merito alla presenza e all'attività operativa di gruppi terroristici sul territorio afghano.

Nel 2025 l'Afghanistan continua ad attraversare una delle più gravi crisi umanitarie del mondo, con oltre 22,9 milioni di persone — ossia oltre la metà della popolazione afghana — bisognose di assistenza umanitaria. Attualmente 10 milioni di persone si trovano in condizioni di grave insicurezza alimentare e 3,5 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni soffrono di malnutrizione grave.

Tre donne afghane che camminano indossando un burka.

Milioni di persone in tutto il paese non hanno accesso ad acqua potabile, cibo sufficiente e cure sanitarie adeguate, il che le rende più vulnerabili alle malattie e alla malnutrizione.

L'Afghanistan continua ad affrontare una crisi in termini di necessità di protezione, in cui le donne, i minori, le persone con esigenze specifiche e i gruppi emarginati sono esposti ai rischi maggiori.

Diritti delle donne in Afghanistan

In nessun luogo del mondo i diritti delle donne e delle ragazze sono stati messi alla prova come in Afghanistan. La situazione attuale suscita grande preoccupazione circa la possibilità di mantenere e accrescere i numerosi progressi compiuti dalle donne afghane negli ultimi due decenni.

I talebani hanno emesso oltre 70 editti che prevedono numerose restrizioni o divieti riguardanti:

  • scolarizzazione secondaria delle ragazze
  • codici di abbigliamento (compreso l'obbligo per le donne di coprirsi il corpo e il volto in pubblico)
  • segregazione sul luogo di lavoro
  • libertà di movimento delle donne senza un tutore di sesso maschile (mahram)
  • accesso delle donne ai luoghi pubblici

A causa del divieto di accedere all'istruzione secondaria, 1,5 milioni di ragazze non frequentano la scuola.

Le donne sono state inoltre completamente escluse dal sistema giuridico, che è stato praticamente smantellato, con la sospensione della costituzione del 2004 e l'indipendenza dell'ordinamento giuridico non più garantita.

A fine dicembre 2022 i talebani hanno deciso di vietare alle donne di accedere alle università e di lavorare per le organizzazioni non governative. Oltre a essere discriminatori, tali editti hanno anche ripercussioni dirette che talvolta mettono in pericolo la stessa sopravvivenza, in quanto l'assenza di operatrici umanitarie compromette la fornitura di aiuti alle persone più vulnerabili.

Nell'agosto 2024 i talebani hanno vietato alle donne di parlare in pubblico.

L'UE ha chiarito in varie occasioni la sua determinazione a continuare a sostenere le donne e le ragazze in Afghanistan, in linea con i suoi valori e principi.

Nelle conclusioni adottate nel novembre 2022 il Consiglio:

  • ha condannato il sistematico smantellamento, a opera dei talebani, dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle donne e delle ragazze
  • ha invitato l'alto rappresentante, la Commissione e gli Stati membri a compiere sforzi mirati e sostanziali per affrontare la situazione e garantire la partecipazione delle donne afghane ai dialoghi politici riguardanti l'Afghanistan
  • ha riconosciuto l'importanza di iniziative volte a promuovere l'agenda su donne, pace e sicurezza, come l'istituzione del Forum delle donne leader afghane agevolato dall'UE

L'impegno dell'UE a favore della pace e della stabilità in Afghanistan

Nel marzo 2023 il Consiglio ha adottato conclusioni in cui ribadisce l'impegno dell'UE per la pace e la stabilità in Afghanistan e per il sostegno al popolo afghano.

Le conclusioni ribadiscono l'importanza e la validità dei parametri di riferimento definiti nelle conclusioni del Consiglio del 15 settembre 2021 per le politiche e le azioni condotte sotto il governo provvisorio nominato dai talebani.

L'UE ha nuovamente invitato i talebani, nell'interesse del popolo afghano, a:

  • rispettare, proteggere e garantire tutti i diritti umani nonché far fronte alle violazioni e agli abusi dei diritti umani
  • istituire un governo inclusivo e rappresentativo
  • impedire all'Afghanistan di fungere da base per l'accoglienza, il finanziamento o l'esportazione del terrorismo
  • fornire un accesso umanitario senza restrizioni e non discriminatorio
  • continuare a consentire viaggi sicuri e ordinati da e verso l'Afghanistan

L'UE ha inoltre sottolineato che un Afghanistan stabile è nell'interesse dell'intera comunità internazionale, allo scopo di prevenire l'instabilità regionale, le minacce terroristiche, gli sfollamenti forzati e la migrazione irregolare.

Le azioni e le decisioni dei talebani hanno portato a un drastico peggioramento della situazione politica, economica, umanitaria e dei diritti umani per il popolo afghano, in particolare per le donne e le ragazze.

Ciononostante, l'UE mantiene il suo impegno a continuare a fornire assistenza per alleviare la grave crisi umanitaria e socioeconomica, fornendo sostegno riguardo alle esigenze umanitarie ed essenziali e ai mezzi di sussistenza nell'ambito di un approccio fondato su principi, in cui le donne possano partecipare in modo significativo alla realizzazione di tale sostegno e continuare a esserne beneficiarie.

L'UE è inoltre pronta a rafforzare ulteriormente il sostegno ai vicini e ai partner dell'Afghanistan in tutta la regione per prevenire effetti di ricaduta negativi.

L'UE ha ribadito il suo fermo impegno a sostenere la piena partecipazione di tutti gli afghani, comprese le donne e le ragazze e le persone appartenenti a minoranze etniche e religiose, in tutti gli ambiti della vita in Afghanistan.

Assistenza umanitaria al popolo afghano

Dal 1994 l'UE ha fornito all'Afghanistan circa 2 miliardi di euro in assistenza umanitaria. L'assistenza umanitaria dell'UE a favore dell'Afghanistan è intesa soprattutto a:

  • fornire assistenza salvavita
  • garantire l'accesso ai servizi di base
  • rafforzare la resilienza della popolazione alle crisi

Tra il 2024 e il 2025 l'UE ha finanziato progetti umanitari per un valore di 320 milioni di euro.

Gli interventi sono incentrati su: assistenza alimentare di emergenza, assistenza sanitaria e alimentazione, istruzione in situazioni di emergenza, accesso all'acqua pulita, servizi igienico-sanitari, alloggi e prodotti non alimentari e servizi di protezione, comprese le attività di sminamento.

Gli aiuti umanitari dell'UE in Afghanistan sono erogati attraverso partner umanitari sul campo, quali le agenzie delle Nazioni Unite, le organizzazioni internazionali e le ONG. I finanziamenti rispettano rigorosamente i principi umanitari di indipendenza, imparzialità e neutralità affinché arrivino agli afghani che ne hanno maggiormente bisogno.

Per agevolare l'erogazione di aiuti salvavita, dall'agosto 2021 l'UE ha trasportato a Kabul oltre 2 240 tonnellate di forniture di soccorso attraverso 41 voli del ponte aereo umanitario.

Sanzioni connesse all'Afghanistan

Misure nei confronti dei talebani

L'UE ha imposto sanzioni nei confronti di coloro che costituiscono una minaccia per la pace, la stabilità e la sicurezza dell'Afghanistan, compresi i talebani, e di individui e gruppi a essi associati.

Le misure attuano la risoluzione 1988 (2011) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e comprendono:

  • un embargo sulle armi
  • il divieto di assistenza tecnica connessa ai beni e alle tecnologie militari
  • il divieto di viaggio nei confronti di persone
  • il congelamento dei beni nei confronti di persone ed entità

Tale regime di sanzioni si applica attualmente a 135 persone e a 5 entità.

Sanzioni nei confronti dell'ISIL/Da'esh e di Al Qaeda

Il 20 settembre 2016 l'UE ha istituito un quadro specifico di sanzioni nei confronti dell'ISIL/Da'esh e di Al Qaeda e di persone, gruppi, imprese ed entità a essi associati.

Queste sanzioni autonome integrano quelle adottate in base all'"elenco dei soggetti terroristici stabilito dall'UE", la normativa UE che attua la risoluzione 1373 (2001) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Le sanzioni dell'UE consistono in:

  • divieto di viaggio nei confronti di persone
  • congelamento dei beni nei confronti di persone ed entità
  • divieto di mettere fondi e risorse economiche a disposizione dei soggetti inseriti in elenco

Le sanzioni si applicano attualmente a un totale di 15 persone e 7 gruppi.

Per maggiori informazioni

I dispositivi integrati per la risposta politica alle crisi (IPCR)

I dispositivi integrati per la risposta politica alle crisi (IPCR)

Aiuti umanitari

Aiuti umanitari

Perché l'UE adotta sanzioni?

Perché l'UE adotta sanzioni?

Ultima modifica: 29 ottobre 2025