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Aiuti umanitari

L'UE e i suoi 27 Stati membri costituiscono, insieme, il principale donatore di aiuti umanitari alle popolazioni colpite da catastrofi in tutto il mondo. L'assistenza dell'UE mira a salvare vite, prevenire e alleviare le sofferenze e mantenere la dignità umana.

Interventi a favore dei più vulnerabili

L'UE fornisce assistenza umanitaria alle persone bisognose nei paesi terzi che sono state colpite da catastrofi naturali o provocate dall'uomo. Particolare attenzione è rivolta alle vittime più vulnerabili.

Le persone che necessitano di aiuto umanitario sono ad esempio:

  • popolazioni che vivono in situazione di malnutrizione e carestia
  • profughi e sfollati interni
  • vittime di conflitti armati e di altre forme di violenza fisica o psicologica
  • persone private della casa o dei mezzi di sussistenza

Esempi di catastrofi naturali e provocate dall'uomo sono i conflitti armati, i disordini civili, la siccità, le inondazioni, i terremoti, gli tsunami e gli uragani.

Crisi umanitarie senza precedenti

Secondo le Nazioni Unite, le esigenze umanitarie di oggi, che non hanno precedenti, sono dovute principalmente a una combinazione di fattori: conflitti armati cronici, accelerazione dei cambiamenti climatici e instabilità economica globale. Queste crisi si accavallano sempre più l'una con l'altra, generando "emergenze complesse" in cui le catastrofi, le guerre e la povertà si amplificano vicendevolmente.

Nel 2026 sono 239 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente, sulla scia di un 2025 caratterizzato da gravi tagli alle operazioni umanitarie e da un numero record di attacchi mortali contro gli operatori umanitari.

Le guerre in Sudan, a Gaza e in Ucraina, per citare qualche esempio, stanno portando allo sfollamento di milioni di persone e provocando vittime tra i civili. A metà del 2025 si registravano oltre 117 milioni di persone in tutto il mondo vittime di sfollamenti forzati, con dilaganti violazioni del diritto internazionale umanitario.

Una donna e un bambino davanti a una tenda in un campo profughi.

Il principale donatore di aiuti umanitari

Gli aiuti umanitari sono una componente fondamentale della politica esterna dell'UE, sono espressione del valore universale della solidarietà tra i popoli e costituiscono un imperativo morale.

L'UE e i suoi 27 Stati membri insieme costituiscono il principale donatore di aiuti umanitari al mondo. Secondo i dati delle Nazioni Unite, nel 2025 hanno fornito il 40% dell'assistenza umanitaria mondiale.

L'aiuto umanitario è una competenza condivisa tra l'UE e i suoi Stati membri, secondo quanto stabilito dall'articolo 4, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Ogni Stato membro decide l'ammontare delle risorse da stanziare in risposta a una data crisi e a favore di un'organizzazione o fondo umanitario di sua scelta.

L'UE integra e potenzia gli sforzi degli Stati membri attraverso il suo bilancio. Il bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2021-2027 comprende una linea dedicata agli aiuti umanitari, con un totale di 11,57 miliardi di euro stanziati per il periodo di sette anni, ossia circa 1,65 miliardi di euro all'anno. Il bilancio 2025 dell'UE per gli aiuti umanitari ammonta a 1,9 miliardi di euro.

Dal 1992 l'UE fornisce aiuti umanitari in oltre 110 paesi, raggiungendo ogni anno milioni di persone in tutto il mondo.

Al momento l'UE presta aiuti umanitari in tutte le principali zone colpite da crisi, tra cui Gaza, Siria, Sudan, Sud Sudan, Ucraina, Sahel, Yemen, Myanmar/Birmania, Repubblica democratica del Congo, Afghanistan e Haiti.

Assistenza di protezione civile

Nelle regioni più vulnerabili del mondo, gli aiuti umanitari dell'UE vanno solitamente di pari passo con l'assistenza di protezione civile. Gli esperti di entrambi i settori collaborano strettamente per garantire la risposta più coerente ed efficace.

Il meccanismo di protezione civile dell'UE, ossia lo strumento dell'UE per coordinare l'assistenza ai paesi colpiti da catastrofi, può essere attivato solo se un paese dell'UE o un paese terzo chiede assistenza. Il meccanismo coordina, ad esempio, la fornitura di attrezzature e squadre di ricerca e soccorso, l'impiego di aerei antincendio e il rimpatrio dei cittadini dell'UE.

Gli aiuti umanitari non devono essere confusi con la cooperazione allo sviluppo, il cui obiettivo è sostenere lo sviluppo economico, ambientale, sociale e politico a lungo termine dei paesi terzi.

Come sono forniti gli aiuti umanitari

L'assistenza dell'UE è coordinata dalla direzione generale per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario (ECHO) della Commissione europea.

L'assistenza umanitaria finanziata dall'UE è fornita sul campo da oltre 200 organizzazioni partner, tra cui agenzie delle Nazioni Unite (quali l'OCHA, il PAM, l'UNHCR e l'UNICEF), il Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e organizzazioni non governative (ONG) internazionali e nazionali.

Per ricevere finanziamenti per un progetto umanitario, le organizzazioni umanitarie partner devono presentare proposte di finanziamento e seguire orientamenti rigorosi per la valutazione e il monitoraggio dei progetti. I partner devono riconoscere il sostegno dell'UE mostrando l'identità visiva dell'Unione nei siti dei progetti.

Attraverso gli aiuti umanitari, l'UE assiste le popolazioni più vulnerabili fornendo loro:

  • sicurezza alimentare
  • sostegno alimentare
  • assistenza sanitaria di emergenza
  • acqua e servizi igienico-sanitari
  • strutture di accoglienza
  • protezione da violenza fisica o psicologica
  • istruzione in situazioni di emergenza
  • assistenza in denaro

Poiché i cambiamenti climatici non faranno altro che aumentare la frequenza di inondazioni, siccità e uragani, l'UE e i suoi Stati membri forniscono anche sostegno volto a rafforzare le capacità di risposta alle catastrofi legate al clima e migliorare la resilienza delle persone più vulnerabili a tali catastrofi.

Regolamento dell'UE relativo all'aiuto umanitario

Il regolamento dell'UE relativo all'aiuto umanitario, adottato nel 1996, definisce le modalità con cui la Commissione europea attua le azioni umanitarie per conto dell'UE.

Stabilisce gli obiettivi, i principi e le procedure principali per l'attuazione delle azioni di aiuto umanitario dell'UE.

Un'operatrice umanitaria davanti a scatole contenenti aiuti umanitari contrassegnate con la bandiera dell'UE.

Principi umanitari

Gli aiuti umanitari sono forniti sulla base dei principi umanitari di neutralità, umanità, indipendenza e imparzialità. L'assistenza è fornita indipendentemente dalla razza, dal gruppo etnico, dalla religione, dal genere, dall'età, dalla nazionalità o dall'affiliazione politica dei beneficiari.

Umanità

La sofferenza umana deve essere alleviata ovunque occorra, con particolare riguardo ai più vulnerabili.

Neutralità

Gli aiuti umanitari non devono favorire nessuna delle parti dei conflitti armati o di altre controversie.

Imparzialità

Gli aiuti umanitari devono essere forniti esclusivamente in base alle esigenze, senza discriminazioni.

Indipendenza

Gli obiettivi umanitari devono essere distinti da quelli politici, economici, religiosi, militari o di altro tipo.

Questi principi, radicati nel diritto internazionale umanitario, sono stati recepiti dalle Nazioni Unite nelle risoluzioni 46/182 e 58/114 dell'Assemblea generale.

A livello dell'UE, i principi umanitari sono sanciti nel consenso europeo sull'aiuto umanitario, firmato nel dicembre 2007 da Consiglio dell'UE, Parlamento europeo e Commissione europea.

Il consenso delinea il principale quadro politico per l'intervento dell'UE in risposta a crisi umanitarie. Illustra perché, come e quando l'UE interviene. Gli obiettivi primari dell'azione umanitaria, sanciti dal consenso, sono i seguenti:

  • tutelare la vita
  • prevenire e alleviare la sofferenza
  • contribuire a mantenere la dignità umana di fronte ai rischi naturali e alle catastrofi provocate dall'uomo

Il ruolo del Consiglio in materia di aiuti umanitari

Sebbene non prenda decisioni su questioni operative quali l'ammontare dei fondi da stanziare in risposta a crisi specifiche, il Consiglio svolge un ruolo importante nella definizione della posizione dell'UE rispetto a paesi e regioni terzi attraverso l'adozione di conclusioni del Consiglio.

Nell'ambito degli aiuti umanitari, ciò si traduce spesso nell'esortare le parti interessate a risolvere i conflitti all'origine della crisi umanitaria e nel sollecitare il rispetto del diritto internazionale umanitario.

Gruppo "Aiuto umanitario e alimentare"

Al Consiglio, il gruppo "Aiuto umanitario e alimentare" è l'organismo competente per trattare questioni relative all'assistenza umanitaria, quali:

  • il monitoraggio delle esigenze umanitarie nel mondo e la risposta dell'UE
  • l'efficienza del sistema umanitario globale
  • la preparazione di dichiarazioni dell'UE davanti a consessi e organizzazioni internazionali pertinenti
  • la promozione del consenso europeo sull'aiuto umanitario, dei principi umanitari e del rispetto per il diritto internazionale umanitario

Il gruppo "Aiuto umanitario e alimentare" è stato istituito nel 2008 a seguito della firma del consenso europeo sull'aiuto umanitario. Il gruppo è presieduto dalla presidenza di turno del Consiglio.

Diritto internazionale umanitario

L'UE è impegnata a favore del diritto internazionale umanitario, una serie di norme che definiscono le responsabilità degli Stati e dei gruppi armati non statali durante un conflitto armato.

Il diritto umanitario si basa principalmente sulle quattro convenzioni di Ginevra del 1949 e sui protocolli addizionali adottati nel 1977 e nel 2005. Tutti i 27 Stati membri dell'UE hanno ratificato le convenzioni di Ginevra e i relativi protocolli addizionali. Tali convenzioni sono integrate da norme di diritto internazionale consuetudinario.

Queste norme prevedono, tra l'altro:

  • un passaggio rapido e senza ostacoli degli aiuti umanitari
  • la protezione dei civili (compresi gli operatori umanitari)
  • la protezione dell'assistenza sanitaria
  • la protezione degli oggetti indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile

Sono concepite per proteggere le persone che non partecipano, o non partecipano più, ai combattimenti, compresi i civili, il personale medico, gli operatori umanitari, i feriti, i malati e naufraghi delle forze armate e i prigionieri di guerra o altri detenuti. Il diritto internazionale umanitario impone inoltre limiti ai mezzi e ai metodi di guerra (ad esempio, il divieto di determinate armi).

Il diritto internazionale umanitario viene sempre più spesso violato nei conflitti in tutto il mondo, ad esempio attraverso:

  • attacchi contro ospedali e scuole
  • attacchi contro operatori umanitari e medici
  • rifiuto di accesso agli aiuti umanitari salvavita
  • attacchi contro i civili
  • reclutamento e impiego di bambini soldato
  • stupro e altre violenze sessuali

Tali violenze colpiscono i civili e impediscono a milioni di persone di ricevere assistenza di primo soccorso.

Il 2024 è stato l'anno più letale mai registrato per gli operatori umanitari, con 385 morti, 308 feriti e 137 rapiti. Nel 2025 sono stati uccisi 334 operatori umanitari, ne sono stati feriti 193 e rapiti 112.

Per saperne di più

Un elicottero antincendio e alcuni elementi astratti che rappresentano la risposta alle crisi.
Risposta alle crisi

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The integrated political crisis response (IPCR)

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Protezione civile dell'UE

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Ultima modifica: 25 febbraio 2026