Skip to content
  • Consiglio “Giustizia e affari interni”

Consiglio “Giustizia e affari interni”, 8-9.10.2015, 8 e 9 ottobre 2015

Risultati principali

Migrazione

Il Consiglio ha discusso della futura gestione delle frontiere esterne dell'UE, che include lo sviluppo della responsabilità collettiva degli Stati membri e di Frontex, l'utilizzo di nuove tecnologie e la questione di come migliorare l'utilizzo del meccanismo di valutazione e di controllo esistente per verificare l'applicazione dell'acquis di Schengen. La discussione ha contribuito ai preparativi per il prossimo Consiglio europeo.

La stragrande maggioranza degli Stati membri era a favore del rafforzamento della responsabilità collettiva per i controlli alle frontiere esterne e ha sottolineato la necessità di consolidare il ruolo e le capacità di Frontex.

I ministri hanno discusso anche del futuro della politica di rimpatrio e hanno adottato conclusioni.

La presidenza ritiene che il dibattito odierno contribuirà ai preparativi per il Consiglio europeo della prossima settimana. Il futuro di Schengen dipende da controlli credibili ed efficaci delle frontiere esterne dell'UE. Si tratta di una priorità particolarmente urgente nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione Jean Asselborn, ministro lussemburghese dell'immigrazione e dell'asilo e presidente del Consiglio

Il Consiglio è stato informato degli ultimi sviluppi riguardanti la ricollocazione di 160 000 persone che necessitano di protezione internazionale, a seguito delle decisioni adottate il 14 e il 22 settembre. I ministri hanno accolto con favore le prime ricollocazioni, che cominceranno già il 9 ottobre 2015.

Il Consiglio ha discusso anche delle modalità per rafforzare la cooperazione giudiziaria e la lotta contro la xenofobia nella crisi migratoria. Le misure discusse comprendono un migliore utilizzo degli strumenti di Eurojust da parte delle autorità giudiziarie degli Stati membri, una migliore cooperazione con le autorità giudiziarie di paesi terzi, la cooperazione con i fornitori Internet per combattere l'incitamento all'odio online e una migliore protezione dei diritti dei minori.

In risposta alla crisi migratoria il Consiglio ha approvato altresì un ulteriore contributo finanziario dal bilancio 2015 dell'UE pari a 576,3 milioni di EUR in impegni e 71,3 milioni di EUR in pagamenti, attuando così gli impegni assunti dal Consiglio europeo il 23 settembre 2015.

Lotta contro il terrorismo

Il Consiglio ha adottato conclusioni sul rafforzamento delle misure per combattere il traffico di armi da fuoco.

I ministri sono stati inoltre informati dell'attuazione di misure in materia di lotta contro il terrorismo, a seguito della dichiarazione dei leader dell'UE del 12 febbraio 2015, e hanno concordato di progredire in una serie di ambiti prioritari prima della prossima sessione in dicembre.

La presidenza ha informato il Consiglio in merito ai progressi in corso relativamente a una direttiva sull'uso dei dati del codice di prenotazione a fini di prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi.

"Sono in corso discussioni politiche con il Parlamento europeo. Siamo fiduciosi che entro la fine dell'anno troveremo un accordo politico che ci permetterà di raggiungere un risultato equilibrato che offrirà ai nostri cittadini un'effettiva tutela aggiuntiva e terrà conto al contempo sia delle esigenze operative che della protezione dei dati e dei diritti fondamentali", ha affermato Etienne Schneider, ministro lussemburghese della sicurezza interna e presidente del Consiglio. 

Protezione dei dati

Il Consiglio ha concordato la sua posizione negoziale sul progetto di direttiva concernente la protezione dei dati. Ciò consente alla presidenza lussemburghese di avviare le discussioni con il Parlamento europeo su questa parte del pacchetto sulla protezione dei dati. L'altra parte del pacchetto è costituita dal regolamento generale sulla protezione dei dati, su cui sono già stati avviati colloqui con il Parlamento. Il progetto di direttiva definisce le norme per la protezione dei dati personali trattati a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali o salvaguardia contro e prevenzione di minacce alla sicurezza pubblica.

"L'accordo di oggi rappresenta un passo fondamentale per il raggiungimento entro la fine dell'anno di un accordo globale sul pacchetto dell'UE sulla protezione dei dati", ha affermato Félix Braz, ministro lussemburghese della giustizia e presidente del Consiglio.

La Commissione ha altresì informato il Consiglio delle conseguenze della sentenza della Corte europea di giustizia, che il 6 ottobre 2015 ha dichiarato nulla la decisione approdo sicuro della Commissione.

Procura europea

Il Consiglio ha concordato in via provvisoria alcuni articoli del progetto di regolamento che istituisce la Procura europea. Questi articoli definiscono le norme che regolamentano in particolare lo svolgimento di indagini e procedimenti penali nei tribunali nazionali e includono i diritti procedurali di indagati e imputati. L'istituzione di una Procura europea mira a contribuire alla lotta ai reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE. Continueranno i lavori con l'obiettivo di raggiungere un accordo in sede di Consiglio sulle parti restanti del regolamento.

Sostegno alla Grecia

Il Consiglio ha adottato un regolamento che aiuterà la Grecia a massimizzare l'impiego di fondi dell'UE e a migliorare la liquidità al fine di stimolare la crescita e creare posti di lavoro. Il principale obiettivo del regolamento è affrontare la mancanza di fondi pubblici disponibili per investimenti quanto mai necessari in Grecia e garantire che i fondi strutturali e d'investimento europei siano in grado di tradursi il più rapidamente possibile in benefici pratici.

Fascicoli della riunione

Comunicati stampa

Informazioni stampa

Contatti stampa

Per i non giornalisti: si prega di inviare le richieste al servizio Informazioni al pubblico.

Accreditamento ed eventi per la stampa

Questa pagina contiene informazioni generali sull'accreditamento.

L'accreditamento dei media per i vertici internazionali che si svolgono al di fuori dell'Unione europea sarà gestito dalle autorità governative del paese ospitante.

Continua a seguirci

Altre riunioni: Consiglio “Giustizia e affari interni”

Altre riunioni

Ultima modifica: 8 gennaio 2025