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Consiglio "Giustizia e affari interni" (Affari interni), 5 marzo 2025
Principali risultati
Affari interni
Gestione delle frontiere dell'UE
In occasione della sessione odierna i ministri degli Affari interni hanno concordato una posizione comune (orientamento generale) su un regolamento che consente l'entrata in funzione graduale del sistema di ingressi/uscite, un sistema informatico per la registrazione dell'ingresso e dell'uscita nello spazio Schengen dei cittadini di paesi terzi che si recano nell'UE per un soggiorno di breve durata. Tale regolamento consentirà agli Stati membri di far entrare in funzione l'EES in modo graduale durante un periodo transitorio di sei mesi prima della piena entrata in funzione del nuovo sistema.
Una volta che i deputati del Parlamento europeo (PE) avranno definito la loro posizione, il Consiglio e il PE potranno avviare i negoziati per concordare l'atto legislativo definitivo.
I ministri hanno inoltre approvato una tabella di marcia riveduta per l'introduzione della cosiddetta architettura di interoperabilità, un sistema interconnesso di strumenti informatici utilizzato per la gestione delle frontiere e le attività di contrasto. Secondo la tabella di marcia, adottata dal consiglio di amministrazione di eu-LISA, l'agenzia dell'UE responsabile della costruzione dell'infrastruttura informatica, l'EES entrerà in funzione in modo graduale nell'ottobre 2025. L'Eurodac riveduto, una banca dati biometrica dell'UE che contribuisce all'identificazione dei richiedenti asilo, entrerà in funzione nel giugno 2026. E nell'ultimo trimestre del 2026 sarà infine reso operativo il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS).
I ministri hanno esaminato l'impatto del cambiamento di regime in Siria sulla migrazione. Da un lato hanno discusso di come gli Stati membri possono prestare assistenza ai cittadini siriani che esprimono la ferma volontà di tornare a casa. Dall'altro hanno affrontato la questione dell'esecuzione delle decisioni di rimpatrio per i cittadini siriani che rappresentano una minaccia per la sicurezza o sono criminali condannati.
La caduta del regime di Assad rappresenta una svolta per i numerosi siriani in Europa. Anche se la complessa situazione sul campo rende difficoltoso procedere a rimpatri su vasta scala, è importante cercare soluzioni concrete per rimpatriare, conformemente al pertinente diritto internazionale, le persone che sono criminali condannati e che rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica.
Tomasz Siemoniak, ministro polacco dell'Interno e dell'amministrazione
Per quanto riguarda i rimpatri volontari, molti Stati membri hanno espresso il loro sostegno alle visite "esplorative" ("go-and see"), che consentirebbero ai siriani che vivono nell'UE di valutare la situazione sul campo nel loro paese di origine senza perdere lo status di protezione di cui godono. Vari ministri si sono inoltre detti favorevoli all'istituzione di un quadro dell'UE per tali visite.
Vi è stato un ampio consenso sull'opportunità di trovare soluzioni per il rimpatrio dei cittadini siriani che rappresentano una minaccia per la sicurezza o sono criminali condannati.
Secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), a febbraio 2025 si registrano ancora più di 12 milioni di siriani vittime di sfollamenti forzati. Gli sfollati interni ammontano a 7,4 milioni di siriani, di cui circa 650 000 nuovi sfollati dall'8 dicembre 2024. Circa 4,7 milioni di siriani hanno cercato rifugio al di fuori della Siria, recandosi principalmente nei paesi vicini. Circa 1,2 milioni di siriani godono dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria nell'UE e altri 130 000 hanno presentato domanda di asilo e sono in attesa di una decisione.
I ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sull'attuazione delle priorità del ciclo del Consiglio Schengen, in particolare su come aumentare l'efficacia dei sistemi di rimpatrio. I ministri hanno discusso delle criticità esistenti, quali la carenza di risorse, la mancanza di cooperazione da parte dei paesi di origine e di transito e l'insufficiente utilizzo da parte degli Stati membri degli strumenti per lo scambio di informazioni (come il SIS). Hanno inoltre discusso del modo in cui l'UE può sostenere gli Stati membri nel porre rimedio a tali criticità.
Il Consiglio ha inoltre adottato una decisione recante raccomandazioni sulla base della valutazione tematica Schengen sui rimpatri realizzata nel 2024. Tali raccomandazioni propongono soluzioni per rimediare alle principali strozzature individuate nelle valutazioni tematiche, concentrandosi sulla fase cruciale del processo di rimpatrio. Rilevano l'importanza di una pianificazione adeguata e proattiva delle risorse, di un coordinamento efficiente e della coerenza degli attori e delle procedure a livello sia nazionale che europeo.
La Commissione ha presentato il barometro Schengen, un aggiornamento sullo stato dello spazio Schengen.
A margine del Consiglio i ministri UE degli Affari interni si sono riuniti con i loro omologhi del Comitato latino-americano per la sicurezza interna (CLASI). Attualmente il CLASI è composto da 16 paesi dell'America latina ed è il partner privilegiato dell'UE per il rafforzamento della cooperazione nell'attività di contrasto con l'America latina e i Caraibi. Lo scambio – il terzo a livello ministeriale dopo quelli del 2022 e 2023 – si è incentrato su come affrontare minacce comuni per la sicurezza interna, tra cui la lotta contro le forme gravi di criminalità e la criminalità organizzata a livello transnazionale e il traffico illecito di stupefacenti.
I ministri degli Affari interni dell'UE e del CLASI hanno concordato una dichiarazione comune e una tabella di marcia per attuare le priorità di cooperazione operativa nel periodo 2025-2026. Tra le priorità della cooperazione figurano:
rafforzare lo scambio di informazioni tra le autorità di contrasto nelle due regioni
potenziare la condivisione di informazioni sul traffico di droga
sviluppare azioni contro le reti criminali più pericolose
migliorare la cooperazione dei paesi CLASI con le principali agenzie del settore della giustizia e degli affari interni
valutare costantemente le vulnerabilità in termini di sicurezza dei porti delle due regioni, come anche le misure messe in atto per contrastare l'infiltrazione della criminalità organizzata
promuovere l'attuazione dell'approccio "segui il denaro", così da prendere di mira l'infrastruttura economica della criminalità organizzata
Questa risorsa è attualmente disponibile solo nelle seguenti lingue:
I ministri hanno inoltre proceduto a uno scambio di opinioni in merito all'impatto dell'attuale situazione geopolitica sulla sicurezza interna dell'UE, prestando particolare attenzione alla Siria e all'Ucraina. La presidenza ha presentato inoltre una relazione sulla lotta contro il traffico di droga e la criminalità organizzata.
La Commissione ha presentato il suo piano d'azione sulla sicurezza dei cavi. Il piano d'azione, adottato il 21 febbraio 2025, fa seguito a vari incidenti relativi a cavi sottomarini avvenuti nel Mar Baltico.
La Commissione ha proposto una serie di misure riguardanti aspetti legati alla prevenzione, all'individuazione, alla risposta, alla ripresa e alla deterrenza. Un'azione chiave per migliorare l'individuazione di incidenti connessi ai cavi riguarda il miglioramento delle capacità di monitoraggio delle minacce, così da consentire allerte e risposte più tempestive. Al fine di migliorare la risposta e la ripresa in caso di incidenti, la Commissione propone di istituire una riserva UE di navi da utilizzare per la riparazione dei cavi danneggiati.
Negli ultimi mesi abbiamo registrato un preoccupante numero di incidenti relativi a cavi sottomarini nel Mar Baltico. Occorre agire in modo decisivo e rapido a livello dell'intera UE. Il piano d'azione sulla sicurezza dei cavi rappresenta un buon passo avanti verso una migliore protezione delle nostre infrastrutture sottomarine.
Tomasz Siemoniak, ministro polacco dell'Interno e dell'amministrazione
La Commissione ha fornito una panoramica sullo stato di avanzamento del processo di attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo. Il patto è entrato in vigore oltre 9 mesi fa e sarà applicabile tra meno di 16 mesi.
Il ministro portoghese ha riferito in merito alla sua partecipazione alla 42ª sessione del Consiglio dei ministri dell'Interno arabi.
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