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Consiglio "Giustizia e affari interni" (Affari interni), 13 giugno 2025

Risultati principali

Affari interni

Protezione temporanea per i rifugiati ucraini

Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sulla proroga di un anno, fino al marzo 2027, della protezione temporanea degli sfollati provenienti dall'Ucraina. L'adozione finale della decisione avverrà nelle prossime settimane.

<p>Tomasz Siemoniak, ministro polacco dell'Interno e dell'amministrazione</p>

Mentre la Russia continua a terrorizzare i civili ucraini con attacchi aerei indiscriminati, l'UE continua a dimostrare la sua solidarietà al popolo ucraino. Continueremo a offrire protezione a milioni di rifugiati ucraini per un altro anno. La presidenza polacca ha inoltre avviato il dibattito su una strategia per la graduale eliminazione della protezione temporanea quando sarà stata raggiunta una pace giusta. Nel prossimo futuro lavoreremo a soluzioni comuni al riguardo a livello dell'UE, anche in relazione ai rimpatri verso l'Ucraina.

<p>Tomasz Siemoniak, ministro polacco dell'Interno e dell'amministrazione</p>

Tomasz Siemoniak, ministro polacco dell'Interno e dell'amministrazione

Nel marzo 2022 l'UE ha attivato il meccanismo di protezione temporanea per i rifugiati provenienti dall'Ucraina. Tale meccanismo, basato su una legge dell'UE adottata nel 2021, è stato istituito per far fronte a circostanze eccezionali di afflusso massiccio. La protezione temporanea per gli sfollati provenienti dall'Ucraina è già stata prorogata tre volte e sarebbe scaduta nel marzo 2026.

I ministri hanno inoltre discusso una raccomandazione del Consiglio per preparare una transizione coordinata di cessazione della protezione temporanea. La raccomandazione affronterà questioni quali il passaggio ad altri status di soggiorno, l'apertura della strada a un ritorno graduale in Ucraina e l'intensificazione della fornitura di informazioni sulle opzioni disponibili.

Infrastruttura informatica per la gestione delle frontiere e l'azione di contrasto

I ministri sono stati aggiornati sullo sviluppo dell'infrastruttura informatica dell'UE per la gestione delle frontiere e l'azione di contrasto.

La presidenza ha informato i ministri in merito allo stato attuale del sistema di ingressi/uscite (EES), con particolare attenzione alla sua graduale introduzione. Il 19 maggio il Consiglio e il Parlamento europeo hanno convenuto di consentire agli Stati membri di avviare la progressiva entrata in funzione dell'EES. Secondo la tabella di marcia, che ha ricevuto l'avallo del Consiglio nel marzo 2025, tale approccio graduale dovrebbe avere inizio nell'ottobre 2025.

L'EES registrerà gli ingressi, le uscite e i respingimenti dei cittadini di paesi terzi che attraversano le frontiere esterne dell'UE per soggiorni di breve durata. Il nuovo sistema rileverà le immagini del volto e le impronte digitali delle persone che attraversano la frontiera per la prima volta e registrerà queste informazioni in un file digitale.

Schengen

A 40 anni dalla firma dell'accordo di Schengen il 14 giugno 1985, i ministri hanno approvato una dichiarazione Schengen. Con la dichiarazione il Consiglio rinnova il suo impegno a favore dello spazio Schengen e sottolinea l'importanza di Schengen per la cooperazione e l'integrazione europee.

I ministri hanno inoltre proceduto a uno scambio di opinioni sulle priorità per lo spazio Schengen per i prossimi dodici mesi. I settori prioritari e le azioni operative approvati dal Consiglio per il periodo 2025-2026 sono i seguenti:

  • accelerare la digitalizzazione delle procedure e dei sistemi e migliorare la preparazione dei sistemi IT su larga scala
  • rafforzare la resilienza delle frontiere esterne e l'efficacia dei rimpatri
  • aumentare la sicurezza interna, adoperandosi per la libera circolazione in uno spazio senza controlli alle frontiere interne

Migrazione

Riguardo al tema della migrazione, durante la colazione di lavoro i ministri si sono concentrati sui rimpatri, in particolare sul rafforzamento della cooperazione con i paesi terzi in materia di riammissione. Facendo leva sulla sua politica in materia di visti, l'UE è stata in grado di migliorare la cooperazione sulla riammissione con una serie di paesi di origine.

La Commissione ha inoltre presentato lo stato dell'attuazione del sistema comune europeo di asilo (CEAS). Quest'anno la Commissione valuterà formalmente, per la prima volta, la situazione migratoria negli Stati membri, avviando così il processo con cui gli Stati membri si impegnano a versare contributi di solidarietà.

Nell'affrontare la dimensione esterna della migrazione, i ministri hanno anche discusso della situazione in Libia e delle sue conseguenze per i flussi migratori verso l'Europa.

Sicurezza interna

Il Consiglio ha proceduto a uno scambio di opinioni sulla strategia europea di sicurezza interna, ProtectEU, sulla base della comunicazione della Commissione presentata il 1º aprile di quest'anno. Gli Stati membri hanno accolto con grande favore ProtectEU quale contributo fondamentale al rafforzamento della sicurezza interna dell'UE. Hanno sostenuto l'ampia visione presentata dalla Commissione, che combina l'attenzione rivolta alla sicurezza con la preparazione, e hanno convenuto sull'importanza di dare impulso alla cooperazione con i paesi terzi.

I ministri hanno altresì discusso del tema dell'accesso ai dati a fini di contrasto — un elemento chiave di ProtectEU — e, in particolare, delle misure concrete a breve termine che potrebbero essere attuate per facilitare l'accesso ai dati e sostenere l'impegno delle autorità di contrasto nella lotta contro la criminalità. Numerosi Stati membri hanno chiesto alla Commissione di presentare con urgenza la sua annunciata tabella di marcia sull'accesso ai dati, che dovrebbe stabilire misure giuridiche e pratiche per garantire un accesso ai dati legittimo ed effettivo.

I ministri hanno inoltre discusso delle ripercussioni dell'attuale contesto geopolitico sulla sicurezza interna dell'UE, con particolare attenzione all'Ucraina, alla Moldova e alla Siria. A tali discussioni hanno partecipato il vice primo ministro e ministro dell'Unità nazionale dell'Ucraina e la ministra dell'Interno della Moldova.

Il Consiglio ha approvato anche conclusioni sul prossimo ciclo EMPACT (2026-2029). EMPACT è uno strumento dell'UE guidato dagli Stati membri per la cooperazione operativa multidisciplinare e multiagenzia nella lotta alla criminalità organizzata e alle forme gravi di criminalità. Riunisce le autorità di polizia, doganali e giudiziarie di vari Stati membri e a livello dell'UE, attori di paesi terzi e il settore privato. Le priorità dell'EMPACT si basano sulla valutazione da parte dell'UE della minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata e dalle forme gravi di criminalità, elaborata da Europol.

Varie

Tra le "Varie", la presidenza ha informato le delegazioni riguardo alle azioni intraprese nella lotta contro il traffico di droga e la criminalità organizzata e riguardo a una riunione ad alto livello nell'ambito del meccanismo UE-CELAC di coordinamento e cooperazione in materia di droghe. La CELAC è un forum regionale di Stati dell'America latina e dei Caraibi.

La presidenza ha inoltre ragguagliato i delegati in merito alla riunione ministeriale tra gli Stati Uniti e l'UE sulla giustizia e gli affari interni, tenutasi a Varsavia il 2 e 3 giugno.

La Slovenia ha informato le delegazioni in merito alla 13a riunione ministeriale nell'ambito del processo di Brdo, incentrata sulla lotta al terrorismo e alla tratta di esseri umani nell'Europa sudorientale. Infine, la presidenza danese entrante ha presentato il suo programma di lavoro.

Fascicoli della riunione

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Ultima modifica: 4 luglio 2025